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Ariano, cinofili Polizia Penitenziaria sequestrano droga e cellulari in carcere

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Nuovo appello del Sappe: «Non lasciateci soli, altrimenti è impossibile andare avanti».

Droga e cellulari in carcere ad Ariano Irpino (Avellino). All’alba di questa mattina gli agenti di polizia penitenziaria, durante una ispezione, hanno rinvenuto tre micro-cellulari funzionanti e di circa 50 grammi di hashish. I telefonini e le Sim erano nascosti uno nel cestino dei rifiuti di una sala dove si incontrano i detenuti, un altro addosso a un carcerato e l’altro all’interno di una cella.
Decisivo, durante il controllo, il supporto del carcere-ariano-irpinio che, grazie al fiuto del cane “King “, ha permesso di scoprire piccole dosi di sostanza stupefacente, per un totale di 50 grammi, nascosti in palestra e nelle celle, oltre che addosso a un detenuto.
Il Sappe, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, si è complimentato per il lavoro svolto dal personale di Ariano irpino. E ricordato lo stato di emergenza nel quale lavorano gli agenti con, si legge, «carichi di lavoro insostenibili, straordinari imposti e non retribuiti, congedi ordinari da fruire, assenza di mobilità interna sui posti di lavoro come anche riconosciuto dalla Commissione Arbitrale Regionale Episodi di prevaricazione e violenza dei detenuti nei confronti del personale e tra gli stessi ristretti. Assenza di funzionali strumenti atti a garantire la necessaria sicurezza come accaduto a Giugno con una rivolta violenta e sequestro di Personale, il tutto oggetto di specifiche denunce all’autorità Giudiziaria competente».

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Donato Capece, segretario generale del Sappe, commenta: “Questo ennesimo rinvenimento di stupefacente destinato a detenuti, scoperto e sequestrato in tempo dall’alto livello di professionalità e attenzione dei Baschi Azzurri in servizio nel carcere di Ariano Irpino a cui vanno le nostre attestazioni di stima e apprezzamento, evidenzia una volta di più come sia reale e costante il serio pericolo che vi sia chi tenti di introdurre illecitamente sostanze stupefacenti e telefoni cellulari in carcere.  Ogni giorno la Polizia Penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, considerato anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti. L’hashish, la cocaina, l’eroina, la marijuana e il subutex – una droga sintetica che viene utilizzata anche presso il Sert per chi è in trattamento – sono quelle più diffuse e sequestrate dai Baschi Azzurri. Per arginare uesti fenomeni è necessario l’aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari, come ad esempio le attività finalizzate a prevenire i tentativi di introduzione di droga in carcere e di telefoni cellulari, senza trascurare l’urgenza di schermare le sezioni detentive all’uso appunto di tali apparecchi»

Fonte: ottopagine.it

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