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Carceri: per favore signori politici niente passerelle a ferragosto

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Negli scorsi anni chi scrive venne querelato da un famoso politico pugliese poiché polemizzò duramente con questa “abitudine” di visitare le carceri nel giorno di ferragosto.
Tale iniziativa venne partorita molti anni fa dai radicali con il compianto Pannella con lo scopo di accendere, anche se per un giorno, i riflettori su una vergogna che è sotto gli occhi di tutti, ma che viene scientificamente ignorata da tutti.
Queste cose non le dice il SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, ma importanti istituzi internazionali (come Amnesty) oppure europee come la Corte dei Diritti dell’Uomo che sistematicamente condanna lo stato italiano a pagare decine di milioni di euro ogni anno.
Poi negli anni un’iniziativa meritoria è diventata una passerella per tanti politici, che nel giorno di ferragosto in attesa del pranzo, si recano nelle carceri pugliesi per visitarle per poi all’uscita, davanti a qualche microfono o taccuino, sciorinano tutta una serie di criticità, quali sovraffollamento di detenuti, carenza organici Polizia Penitenziaria, strutture fatiscenti, assistenza sanitaria da terzo mondo nonostante le ingenti risorse sperperate.
Il 16 Agosto, poi tutto, dimenticato … punto ed a capo.
Eppure il SAPPE che ha molto rispetto della politica, in più occasioni ha chiesto a parlamentari di tutti gli schieramenti di visitare una delle 10 carceri pugliesi, non con il tappeto rosso e i vertici delle carceri a magnificare il loro lavoro, ma nelle ore pomeridiane quando la sicurezza è sottozero e penitenziari che ospitano 500/600 detenuti sono presidiati si e no da una decina di poliziotti, che occupano più posti di servizio contemporaneamente, con turni sempre più massacranti e stressanti.
Per far ciò, nessuna autorizzazione o altro ma solo presentarsi all’ingresso del carcere e chiedere di visitarlo in virtù delle guarentigie parlamentari.
Finora nessun parlamentare regionale o nazionale ha accolto l’invito del SAPPE e questo la dice lunga sulla serietà di certe visite nei penitenziari pugliesi.
Eppure nell’Italia dei record negativi la Puglia STRAVINCE per sovraffollamento di detenuti +60% (3600 presenze per 2300 posti) a differenza della media nazionale +25% circa.
Stravince anche per la carenza di poliziotti almeno -30% (1900 invece di 2500 circa) mentre la media nazionale sarebbe di -20%.
Basterebbero questi numeri per far rabbrividire chiunque ha responsabilità molto precise in ambito carcerario, nonché per l’ordine e la sicurezza pubblica, ed invece tutto tace in attesa del prossimo evento critico che presto colpirà un carcere pugliese.
Purtroppo, in questo ferragosto, forse anche a causa del grande stress lavorativo, abbiamo assistito impotenti all’ennesimo suicidio che ha colpito il Corpo della Polizia Penitenziaria, 35 negli ultimi cinque anni, che ci riguarda da vicino poiché un giovane agente di origini baresi, ieri sera (domenica n.d.a.) si è tolto la vita con la pistola d’ordinanza davanti al carcere di San Gimignano.
Vorremmo che, almeno per rispetto di questo sfortunato lavoratore, invece di fare passerella qualche politico prendesse l’impegno di incidere in maniera seria su una questione che ogni giorno che passa diventa sempre più intollerabile ed inaccettabile.

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