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Comparazione degli stipendi dei poliziotti europei

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Come noto a marzo 2018 è stato sottoscritto, dopo quasi 10 anni di blocco e per la sola parte relativa all’aspetto economico, il nuovo contratto collettivo nazionale per le Forze di Polizia valevole per il triennio 2016-2018. Tuttavia, nonostante le numerose promesse fatte dal precedente Governo prima della sottoscrizione dell’accordo, e i tanti anni intercorsi dall’ultimo contratto (triennio 2006-2009), gli stipendi delle Forze di Polizia continuano ad essere tra i più bassi d’Europa.
Con il rinnovo si è ottenuto un modestissimo aumento dei salari, i quali, grazie anche agli effetti della riparametrazione stipendiale avvenuta con il D.Lgs. 95/2017 (c.d. Riordino delle carriere), hanno avuto un incremento appena sufficiente a compensare la cessazione della corresponsione del c.d. bonus Renzi che era di 80 euro.
Alla fine di tutto, considerati i nuovi parametri e l’incremento avuto con il rinnovo del contrattuale, al netto del bonus Renzi, la retribuzione mensile dei poliziotti penitenziaria ha avuto un apprezzamento medio di circa 20/30 euro netti.
Una miseria se solo si considerano le paghe mensili di quasi tutte le altre omologhe forze di polizia europee.
A ben vedere, infatti, le polizie italiane sono le meno pagate tra quelle dei paesi più sviluppati .

 

STIPENDI DI ALCUNE DELLE FORZE DI POLIZIA EUROPEE
stipendio d’ingresso stipendio dopo circa dieci anni
ITALIA 1.200 1.300
AUSTRIA 2.100
IRLANDA 1.600 2.600
GERMANIA 1.600 2.500
BELGIO 1.700 2.500
FRANCIA 1.700 2.200
INGHILTERRA 2.000
SPAGNA 1.500

 

In Austria ad esempio un poliziotto parte da uno stipendio di 2.100 euro circa, mentre in Irlanda il salario parte da 1.600 euro appena terminato il corso di formazione e in soli 8 anni di servizio si possono raggiungere i 2.600 euro al mese. In Germania un agente parte da uno stipendio di 1.600 euro (per un livello A7) per poi arrivare a 2.500 euro in caso di progressione ad un livello A9. In Germania, inoltre, è prevista un’ulteriore indennità mensile (pari a circa 170,00 euro) per quei poliziotti che lavorano a stretto contatto con la popolazione detenuta.
Molto elevati anche gli stipendi percepiti dai poliziotti del Belgio (si parte da 1.750 euro per arrivare a 2.450 euro nel giro di pochi anni), mentre in Francia siamo ad un livello leggermente inferiore: 1.680 euro netti in partenza, per un incremento a 2.200 euro dopo pochi anni di servizio.
In Inghilterra la paga iniziale di un agente è di circa 1.962 euro al mese. Qui inoltre ci sono delle particolari agevolazioni come la gratifica annuale di 6.000 euro per coloro che lavorano nelle grandi città, il trasporto gratuito su tutti i mezzi pubblici e la possibilità di acquistare una casa ad un tasso particolarmente agevolato.
Oltretutto, lo stipendio dei poliziotti penitenziari (ma anche quello dei nostri fratelli della Polizia di Stato e dei nostri cugini dei Carabinieri e della Guardia di finanza) già di per sé basso, diviene ancor più esiguo, se si tiene conto che la stragrande maggioranza degli agenti presta la propria attività lavorativa lontano centinaia e centinaia di chilometri dalla propria residenza e dalla propria famiglia, anche per periodi lunghi 20 o 30. Questo comporta ingenti esborsi di danaro per sostenere le continue spese di viaggio, per il pagamento degli esosi canoni di affitto in alternativa alle squallide e fatiscenti caserme che l’Amministrazione penitenziaria riserva ai propri dipendenti.
Oltretutto, a differenza di altri moderni stati d’Europa, in Italia scarse o inconsistenti sono le agevolazioni di cui possono beneficiare le Forze dell’Ordine. Non vi sono sconti per i canoni di affitto né per l’erogazione di mutui, e non ci sono facilitazioni per l’utilizzo di treni e aerei (eccezion fatta per i mezzi pubblici urbani).
La Polizia Penitenziaria, poi, è una delle poche categorie di lavoratori per la quale l’Amministrazione non ha ancora sottoscritto un contratto di assicurazione per la copertura sanitaria.
Eppure, da ogni parte del continente, arrivano attestazioni di stima per la professionalità e per l’efficienza delle Forze dell’ordine e in particolare della Polizia Penitenziaria.
Quotidianamente i colleghi subisco aggressioni, violenze fisiche e verbali, oltraggi e non di rado anche sputi in faccia. Giornalmente i poliziotti penitenziari rischiano di essere infettati da virus e malattie di ogni genere, di subire danni psicologici legati al costante stress a cui sono sottoposti e alle ripercussioni dovute agli effetti della sindrome di burnout a cui sono esposti.
Ogni giorno, i colleghi sono obbligati a turni di servizio massacranti per sopperire alla endemica carenza di personale (anche a seguito della riduzione operata dalla Legge Madia vi è una carenza organica di 4.000 unità), quando non sono costretti a sei, sette e addirittura 8 turni di servizio notturno al mese (nonostante quasi tutti abbiano superato i 50 anni di età e l’Accordo Quadro Nazionale per gli ultracinquantenni preveda giustamente la dispensa), sono obbligati a fruire di poche giornate, quando va bene, di ferie e a rinunciare regolarmente ai riposi settimanali.
Ma tanto ancora non basta a far comprendere al Parlamento e al Governo che un dignitoso stipendio (magari da adeguare solo a quello delle altre Forze di polizia europee) sarebbe il primo (forse l’unico) vero riconoscimento concesso per gli sforzi e i sacrifici che tutti i poliziotti fanno, dall’assunzione alla quiescenza, nell’interesse esclusivo del cittadino e dell’intera collettività.

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1 commento

  1. Prima dite con forza ‘Pochi, maledetti e subito’…e adesso pubblicate anche questo articolo….siete sadici, oppure..
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