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Considerazioni criminologiche sul fenomeno delle sette sataniche

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Il fenomeno delle sette sataniche si riconnette, terminologicamente per il suo richiamo al diavolo che le ispirerebbe, a quello medioevale delle streghe e cioè  quelle donne, che si presumevano  impossessate dal demonio compiendo ogni malvagia stregoneria, che finivano bruciate su roghi da popolani terrorizzati, spesso sulla base di un mero sospetto istillato ad arte da malevoli vicini di casa,  ovvero per ordine  dei tribunali dell’ Inquisizione, in particolare quelli spagnoli istituiti da papa Sisto IV nel 1478, come portatrici di eresia per la fede cattolica .

Tali sette sono costituite , generalmente, da un insieme di persone – guidate da una figura carismatica, che le padroneggia amalgamandole fortemente fra di loro – che segretamente si riuniscono per ritualità esoteriche inneggianti al dominio sulla terra di Satana, nel cui nome richiedono di godere di potere fisico-sessuale ed economico-politico con la sopraffazione malevola di quanti possono ostacolarli.

Durante tali riti  talora si verifica la commissione  di svariati  reati, tra cui i più gravi sono  la violenza sessuale di gruppo e l’omicidio di persone scelte come “offerte” destinate a satana. Il sacrificio di una vittima umana per ingraziarsi la divinità o il “maligno” è un fenomeno assai noto nella storia antica, basta ricordare che anche   nella Bibbia, nel libro della Genesi, capitolo 22, si cita il mancato sacrificio di Isacco, da parte del padre Abramo per ubbidire alla richiesta in tal senso di Dio, bloccato all’ ultimo momento dall’intervento dell’Angelo.

La coesione del gruppo settario, sotto l’egida del suo “santone”, è evidente dalla comunione della finalità di intenti  malevoli che emerge nei suoi componenti. Qualora essi  siano volti alla commissioni di reati (quali la truffa, il furto , le lesioni, la rapina, l’estorsione, lo stupro,  l’omicidio) si deve parlare di vere e proprie bande criminali, riassumibili nel concetto di associazione per delinquere prevista nell’art. 416 del codice penale in cui si legge: “Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti, coloro che promuovono o costituiscono o organizzano l’associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da tre a sette anni.

Per il solo fatto di partecipare all’associazione la pena è della reclusione da uno a cinque anni.

I capi soggiacciono alla stessa pena prevista per i promotori… La pena  è aumentata se il numero degli associati è di dieci o più.”

Il sesto e il settimo comma del precitato articolo 416 prevede un ulteriore aggravamento di pene, che possono arrivare fino a quindici anni di reclusione, se l’associazione è diretta a commettere una riduzione in schiavitù di un soggetto, quale ad esempio un nuovo adepto della setta, ovvero fino ad otto anni se l’associazione è costituita con finalità di commettere stupri su minorenni ovvero a farli prostituire .

Nel suo libro “ Dizionario italiano del crimine. La storia d’Italia scritta con il sangue”, Curcio editore, del 2018, l’autorevole criminologo prof. Vincenzo Maria Mastronardi elenca varie categorie di gruppi satanisti, tra cui i principali sono quelli a carattere di satanismo purificatorio, di quello   propiziatorio, di satanismo “ringraziante” e di quello orgiastico.   

In particolare nella  setta demoniaca purificatoria il “santone” di turno  dirige i suoi seguaci ad effettuare una serie di  ritualità esoteriche – devozionali  inneggianti al  demonio tendenti a purificare tutte le negatività che ritengono di possedere (quali difetti fisici , malattie ecc.).

Le ritualità esoteriche consistono principalmente nell’uso di amuleti, la distruzione di crocefissi cristiani, la  profanazione di tombe  e riti di messe nere con l’uso di candele nere su altari posti in case diroccate.

Nel satanismo propiziatorio la “guida spirituale” conduce gli adepti,  verso la richiesta al maligno – sempre attraverso le predette ritualità – di un potere sociale, economico, politico e l’acquisizione di una presunta immortalità.

La setta satanica ringraziante  è quella che manifesta , con le precitate particolari ritualità esoteriche- devozionali, il sentimento di gratitudine  per aver ottenuto quello che si era richiesto al demonio (ad esempio di provocare una grave malattia al nemico).

In tutte le predette tre tipologie di satanismo -che si possono fondere insieme in un unica setta che le persegue in ugual misura – può concorrere la modalità orgiastica, purtroppo assai frequente, che è potenzialmente la più pericolosa , in quanto la ritualità sessuale, spesso scandita dall’uso di stupefacenti e alcolici, può scatenare violenze carnali  selvagge singole e  di gruppo e in alcuni casi, purtroppo, l’uccisione sacrificale della vittima, costituita spesso da bambini piccoli .

Un contorno  assai inquietante di situazione criminali che fanno perno sulla mente organizzativa di un soggetto che è stato definito variamente  come  santone, guida spirituale, gran sacerdote, maestro, mago, stregone, tutte figure manipolatrici degli  affetti e delle emozioni degli aderenti,   normalmente assai vulnerabili per la loro  fragilità ed emotività caratteriale, spesso dediti all’uso di droga e sovente portatori di sindrome psicopatologiche non conclamate.

Siffatta manipolazione consiste principalmente nel far perdere agli adepti della setta satanica il loro contatto con la realtà  e con la quotidianità delle consolidate relazioni affettivi  e a radicalizzarli nell’esclusivo rapporto con il dio satana , generatore di ogni delizia umana  in cambio della loro assoluta devozione nei suoi confronti.

Indubitabilmente il “santone” della setta ha un pericoloso carisma umano di grande portata e notevoli conoscenze psicologiche con le quali riesce a condizionare la mente dei singoli asservendoli alla sua volontà di capo investito di tale funzione direttamente dal dio demonio ( una specie  di papa del male), distruggendo progressivamente le convinzioni  e le sicurezze precedenti dell’individuo  e soprattutto la sua capacità decisionale.

Per quanto scritto sopra, si potrebbe imputare  a tale losco individuo il delitto previsto dall’art. 600 del codice penale e cioè la  riduzione in schiavitù nei confronti  degli adepti della setta , secondo il quale. “Chiunque esercita su una persona poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà ovvero chiunque riduce o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa , costringendolo a prestazioni lavorative, o sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque a prestazioni che ne comportino lo sfruttamento, è  punito  con la reclusione da otto a venti anni” .

Tale imputazione sarebbe facilmente utilizzabile qualora nel gruppo satanico partecipassero dei minorenni. Invero essi  sovente  sono fragili psicologicamente, sentendosi inadeguati a gestire la loro vita per tutti i problemi esistenziali di rapporto conflittuale con la famiglia, spesso già di per sé disgregata, e la scuola, che sembrano sommergerli  drammaticamente. Spesso sono affascinati dalla magia nera e dal potere dell’occulto che trovano sui social informatici, i quali sovente vengono utilizzati per il loro adescamento e arruolamento nel proselitismo satanico.  Ed è  allora che  nel loro orizzonte compare questa spregevole figura di  “gran sacerdote” che, approfittando della loro debolezza, li  plagia facendoli sentire importanti  nella setta  in cui vengono introdotti in quanto portatori di un messaggio verso una entità suprema, satana, il presunto donatore di potenza e immortalità. E  dal gruppo di adepti, già previamente manipolati dal “santone”, trovano sostegno e incoraggiamento, si sentono completamente accettati per quello che sono, anche per i loro difetti che consistono spesso in situazioni di aggressività alternate talora a lunghi silenzi. Sicuramente le droghe, l’alcool  e  il sesso smodato, e sovente violento, offerti dal capo e dagli altri aderenti convertiti alla setta finiscono per convincerli di aver fatto la scelta giusta: pare loro quasi di essere in un paradiso terrestre del male! ( sic!!!!)

Molti adepti , una volta scoperti dall’autorità di Polizia, hanno ammesso di essere stati psicologicamente costretti ad aderire al gruppo satanico per la loro fragilità dovuta a depressioni per vari eventi traumatici della vita (quali lutti familiari,  malattie, delusioni amorose). Molti hanno dichiarato di aver abbracciato il satanismo volte dopo essersi allontanati dal cristianesimo per protesta per il mancato miracolo non concesso loro dal Dio Padre buono. Su questa umana fragilità il capo carismatico della setta satanica ha operato con grande furbizia   creando  una subdola rete di supporto  e di controllo relazionata sempre alla figura esoterica del demone che dona subito, di gran lunga prima della morte, l’accesso alla felicità eterna.

Su questo ingannevole e drammatico equivoco  vive lo stigma del satanismo!

Il controllo principale della personalità del nuovo adepto da parte del santone viene corroborato da quello degli aderenti più anziani che partecipano attivamente al completo plagio del novizio che deve dimostrare di essere all’altezza di questa sua appartenenza, venendo spesso messo alla prova o con la commissione anche  di reati, ma soprattutto facendogli praticare l’esercizio di una sessualità violenta e orgiastica,  talora con il rischio della sua stessa vita, nel caso di sette che propugnano come fine ultimo il suicidio nell’abbraccio immortale di un onnipotente satana.

Il nuovo adepto alla setta riceve in tal maniera, spesso senza rendersene conto, un gravissimo abuso emotivo  mediante richieste di condotte malvagie che di fatto lo legano completamente al potere assoluto  della setta che opera su di lui un vero e proprio lavaggio del  suo cervello

In particolare siffatto abuso lede gravemente i partecipanti minori ai gruppi satanici  in cui essi vengono utilizzati come strumenti all’interno della setta , veicolati in cimiteri nottetempo per profanare tombe distruggendo i crocefissi simboli dell’odiato Dio, costretti all’uso di alcool e stupefacenti, alla partecipazione di violenze sessuali di gruppo e talora di  sacrifici umani .

Molti giovanissimi hanno ritenuto di risolvere i loro problemi esistenziali conflittuali con se stessi e con il mondo circostante mediante la magia nera e il satanismo,  anche tramite la musica aggressiva, denominata metal (in particolare il rock satanico del cantante Marylin Manson , cantante trasgressivo, cinico e violento nei suoi testi musicali), divenendo così dipendenti da una specie di folle entusiasmo  finalizzato  all’esercizio del male.

Ma sicuramente il gioco dell’esoterismo, appreso attraverso  i social, può affascinare e ingannare gli adolescenti  pervasi da depressione o da rabbia e ribellione nei confronti della loro quotidianità, facendoli talora ritrovarsi in balia di crimini satanici, per curiosità di un “gioco mortale”, come ha sottolineato la cronaca nera dei mass media, ingannevole gioco che li ha resi inconsciamente dipendenti dagli altri adepti, tanto da essersi perfettamente adattati e integrati con questi, anche nel commettere gravissimi reati quali lo stupro di gruppo o l’omicidio.

Significativo è il famoso caso giudiziario dell’omicidio della suora Laura Mainetti, di anni 61, madre superiora di un istituto religioso che alloggiava giovani sbandati, uccisa il 7 giugno del 2000, martoriata da  diciassette coltellate nel parco delle marmitte giganti alla periferia di Chiavenna, piccola località montana di villeggiatura in provincia di Sondrio da tre ragazze minorenni: Ambra di sedici anni,  Milena e Veronica di diciassette anni. Nel processo – che portò alla condanna di Ambra a dodici anni e quattro mesi in quanto riconosciuta come l’ideatrice e la regista dell’efferato crimine, mentre alle sue due complici venne irrogata una pena di otto anni e mezzo di reclusione per il riconoscimento della seminfermità mentale – si accertò che la motivazione scatenante che aveva indotto le tre minorenni (imbevute di conoscenze e ritualità di stile satanista)  ad uccidere una persona buona, che non avevano mai conosciuto prima del fatto, era stato soltanto un puro gioco macabro e satanico in quanto la povera suora rappresentava in terra l’odiatissimo Dio Padre, un simbolo pertanto da abbattere in quanto tale perché odiato dal gran signore delle tenebre, l’unico che, a loro dire, concedesse l’immortalità agli umani e per il quale era giusto sacrificare una vittima umana sua nemica.

Di fronte ad inquietanti casi come questo  occorre  sempre di più  prevenire nei limiti del possibile i legami dei nostri giovanissimi con le malevole sirene delle sette in generale e sataniche in particolare. Ovviamente bisogna attuare un programma serio di rivisitazione dei principali concetti educativi  da parte della famiglia , della scuola e delle altre istituzioni aggregative del territorio alla luce della “concorrenza sleale” da parte della chatto -(disin)formazione informatica dei giovani.

Siffata educazione deve soprattutto tendere a controllare l’uso informativo  della rete e dei suoi siti dedicati purtroppo al fenomeno delle sette sataniche (facenti parte della cosiddetta “black list” cioè lista nera, insieme a tanti altri in tema di pedofolia , droga, pedopornografia ecc.), mediante una responsabile indicazione da parte degli adulti di riferimento della estrema pericolosità di siffatti siti e un dialogo aperto all’ascolto fra  genitori e figli sui fondamentali temi del vivere umano quali la libertà, la responsabilità, la giustizia, la solidarietà e la felicità.        

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