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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/07/2011  -  stampato il 08/12/2016


Le due risposte del capo del Dap sull'emergenza carceri

Franco Ionta, capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.

 

I direttori dei penitenziari hanno manifestato per dire stop ai contratti inadeguati, ai detenuti “ammassati” e alla mancanza di fondi. La situazione è davvero grave?

Sì, la situazione delle carceri è critica, ma il nostro impegno è diretto al superamento dell’emergenza e alla stabilizzazione del sistema. I direttori sono una delle spine dorsali dell’Amministrazione penitenziaria, la loro azione è della massima importanza per il buon funzionamento del sistema. Da troppo tempo aspettano il contratto, che deve essere portatore di regole chiare sia per i diritti, ma anche per i doveri di alti funzionari dello Stato.

Il carcere dovrebbe riabilitare i detenuti, essere capace di insegnare loro un mestiere, farli studiare. Senza fondi è un “contenitore” di persone?

Nonostante l’emergenza, il carcere continua a portare avanti progettualità per garantire lavoro e cultura. Lo dimostrano i corsi di formazione e i laboratori di eccellenza: dalla pasticceria alla moda, dal teatro all’agricoltura biologica passando per i poli universitari che, grazie anche al contributo di enti locali, cooperative sociali e volontariato, si muovono nella direzione indicata dalla Costituzione.