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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/07/2011  -  stampato il 10/12/2016


Carceri: al via ricerca su religioni da detenuti del Lazio.

Redigere una mappa delle religioni professate dai detenuti delle carceri del Lazio per verificare il rispetto del diritto di praticare il proprio culto religioso anche in cella.

E' questo l'obiettivo principale del progetto di ricerca ''l'assistenza religiosa in carcere'', ideato dal Csps, centro studi e documentazione su religioni e istituzioni politiche nella societa' post secolare, dell'universita' degli studi di Roma Tor Vergata e cofinanziato dal presidente del consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese e dal garante dei diritti dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni.

Nei giorni scorsi Csps e ufficio del garante dei detenuti hanno firmato una convenzione che da' il via al progetto, segnandone le fasi procedurali, operative e tecniche.
 Il progetto ha lo scopo di valutare scientificamente l'impatto dei vari credi religiosi presenti e praticati negli istituti penitenziari in rapporto alle componenti del 'pianeta carcere' (direttori degli istituti, educatori, ministri del culto, detenuti, altre istituzioni, volontariato) relativamente ai bisogni religiosi dei reclusi ed alle modalita' pratiche per corrispondervi.
Lo studio servira', inoltre, a individuare modelli comportamentali ed etici che possano essere utilizzati anche in altre realta' penitenziarie,contribuendo anche cosi' al miglioramento delle condizioni e degli strumenti a sostegno dei percorsi di reintegrazione dei detenuti.
"Fra i nostri scopi istituzionali - ha detto il garante dei diritti dei detenuti - c'e' quello di assicurare che ai detenuti sia garantito anche il rispetto delle diversita' religiose. Tra le molte questioni legate al mutamento della popolazione carceraria vi sono, infatti, anche quelle legate al diritto dei detenuti di praticare il proprio culto. In tale ambito, nel 2010 abbiamo promosso una iniziativa per garantire, ai detenuti musulmani, il rispetto dei precetti del Ramadan con la presenza di un Imam in carcere e la possibilita' di consumare i pasti al tramonto. Il rispetto del diritto alla fede, con necessita' spirituali e cultuali diverse, puo' contribuire a migliorare la qualita' della vita in carcere".
Il lavoro di ricerca si articolera' in tre fasi. La prima consiste in un'analisi delle realta' penitenziarie e della popolazione reclusa a livello nazionale e nella Regione Lazio. Poi si procedera' con uno studio approfondito in cinque carceri della regione attraverso l'esame di documentazione, la realizzazione di interviste, l'analisi di interventi, incontri e attivita', infine verra' steso il report finale.