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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 04/08/2011  -  stampato il 06/12/2016


Il governo e il Dap scoprono che le carceri sono sovraffollate

Dopo mesi di proteste, denunce ed allarmi il Capo Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Franco Ionta, si è accorto della drammaticità della situazione.

“Il sovraffollamento e le conseguenze che si riversano sulla gestione quotidiana delle carceri, sulla dignità di vita delle persone detenute e sulle condizioni di lavoro degli operatori penitenziari non può essere affrontato e risolto con provvedimenti diretti solo a superare le difficoltà contingenti” ha affermato il dirigente del Dap durante un convegno sulla giustizia organizzato dai Radicali italiani.

Per far fronte al sovraffollamento, secondo Ionta, “occorrono interventi strutturali proiettati a stabilizzare il sistema: edilizia penitenziaria, contrattualizzazione della dirigenza penitenziaria e riallineamento della polizia penitenziaria, nuovi modelli operativi per la gestione degli istituti e del sistema delle traduzioni”.

Parlando degli interventi di edilizia carceraria, Ionta ha ribadito che il “patrimonio edilizio penitenziario è insufficiente per capienza e talvolta inadeguato a far vivere la carcerazione in maniera dignitosa”. Ha inoltre auspicato che la misura della detenzione domiciliare (“una misura saggia e che ha dato buona prova”) possa diventare “sistemica, magari estendendola a residui di pena di due anni”.

“L’organizzazione di questo convegno – ha concluso – è la prova che la soluzione della questione carceraria non è piu’ rinviabile, l’Amministrazione penitenziaria è pronta a fare la propria parte e la sta facendo per rendere possibile e reale ciò che è giusto”.

A Ionta non resta che parlarne con Berlusconi, che evidentemente negli ultimi anni doveva essere distratto.

Fonte ( l'Inviatospeciale)