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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/08/2011  -  stampato il 03/12/2016


«Un grazie agli agenti di Polizia penitenziaria ma,ora denuncerņ il Ministero che non mi fa lavorare»

«Denuncerò il ministero di Grazia e Giustizia e chiederò i danni perchè mi viene negata la possibilità di svolgere il mio lavoro». Mario Allegra, avvocato, ha fatto dell'abbattimento delle barriere architettoniche la sua battaglia. Non personale, ma civile e morale: «Non posso arrivare in carcere per incontrare un mio assistito e trovare il servoscale rotto - spiega -. Posso accettare l'aiuto degli agenti della polizia penitenziaria che, a braccia, mi hanno portato nella stanza destinata ai colloqui, ma tutto questo non è giusto nè corretto. Va contro ogni minima regola. Prima viene vanificata la dignità di un cittadino e, poi, di un professionista».
La storia va avanti da tempo. Per raggiungere la stanza, dove i legali incontrano i loro assistiti, ci sono cinque gradini da salire che, per una persona in sedia a rotelle, rappresentano un ostacolo insormontabile. «Ho fatto presente al direttore del carcere il problema ancora alcuni anni fa - riprende l'avv. Allegra -. Vennero sistemati due elevatori: uno per gli avvocati e un altro che portava nella stanza dei colloqui per i familiari dei detenuti. Mi pareva fosse una battaglia di civiltà che andava percorsa. Infatti dal ministero della Giustizia arrivarono i soldi e vennero montati».
Per alcuni anni tutto proseguì normalmente, poi i sollevatori si ruppero e non vennero aggiustati. Ogni volta che l'avv. Allegra doveva raggiungere la casa circondariale sapeva che l'aspettava un ostacolo non indifferente, sempre superato grazie alla buona volontà degli agenti penitenziari. «Che ringrazio - prosegue -, ma l'altro giorno non ci ho più visto. Non è possibile che dopo svariate segnalazioni non si riesca ad ottenere una riparazione. Non credo costi tantissimo in termini di denaro, ma per la mia dignità, quella di altri disabili e quella dei parenti dei detenuti non c'è prezzo. Senza dimenticare che c'è anche un'altra questione aperta: mancano i servizi igienici per disabili. Mi rendo conto che al S. Pio X ci tanti altri problemi da risolvere, ma in questo modo non si rispetta la convenzione Onu sui diritti alla disabilità e la stessa Costituzione italiana».
Una prima risposta arriva dal direttore del penitenziario cittadino, Fabrizio Cacciabue. «Ho fatto richiesta dei finanziamenti per sistemare i due elevatori del luglio dello scorso anno per un preventivo di spesa di 800 euro. Naturalmente non sono mai arrivati, altrimenti avremo risolto il problema. Poi, per quanto riguarda i servizi igienici è vero non ci sono - ammette il direttore -. A questo punto non ci resta attendere che, con i prossimi lavori di ampliamento, possa essere allargata la zona riservata ai colloqui con tutti i lavori necessari per abbattere le barriere archittoniche».
Le spiegazioni si trovano ma non bastano: «Io voglio solo svolgere il mio lavoro dignitosamente - chiude l'avvocato Allegra - e ora non lo posso fare: questo è illegale e incivile».