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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/09/2011  -  stampato il 08/12/2016


Agente tenta di salvare internato nell'OPG di Barcellona P.G.

Un internato di Cremona si è uccide nella nottata di ieri nella sua cella singola, infilando la testa in un sacchetto di plastica e inalando il gas del fornellino utilizzato per la cottura di piccole porzioni di cibi.
A poco più di un mese dall'ultimo suicidio per impiccagione, avvenuto in una cella comune lo scorso 20 luglio, all'interno dell'Ospedale psichiatrico giudiziario, un altro internato – semilibero e prossimo alla libertà – si è tolto la vita nel corso delle nottata di ieri, intorno a mezzanotte. Inutili si sono rivelati i tentativi di rianimazione intrapresi nell'immediatezza da un agente della polizia penitenziaria e subito dopo dal medico di turno. L'uomo, M. S. 46 anni di Cremona, era prossimo alla liberazione prevista per il 2012 con la cessazione della misura di sicurezza imposta a suo tempo per la commissione di reati lievi, maltrattamenti e resistenza, e per i quali era stato prosciolto a causa del suo stato di malessere psicofisico. E la detenzione in carcere era stata sostituita dalla misura di sicurezza "scontata" quasi fino in fondo senza che fossero emersi problemi di particolare gravità. L'internato suicidatosi nella cella che occupava singolarmente. aveva già utilizzato licenze temporanee ed era tra coloro che usufruivano di una forma di semilibertà prevista dall'art. 21 del Codice dell'ordinamento penitenziario. La vittima non aveva manifestato problemi di insofferenza, tanto da seguire all'esterno dell'Istituto corsi di formazione professionale che gli sarebbero giovati una volta riacquistata la libertà.
Di quanto era accaduto nella cella si è accorto l'agente della polizia penitenziaria nel consueto giro di perlustrazione e controllo delle celle del raggio nel quale era stato assegnato l'uomo. All'agente non è sfuggito infatti che l'uomo era riverso per terra con il capo ricoperto da un sacchetto di plastica utilizzato per creare una piccola camera a gas, grazie anche all'utilizzo del fornellino alimentato da una piccolissima bomboletta di gas butano. Per l'internato, pur soccorso tempestivamente, non c'è stato scampo. Dell'episodio la stessa polizia penitenziaria dell'Opg "Vittorio Madia", ha avvertito il magistrato di turno della Procura di Barcellona. La salma dello sfortunato internato di Cremona è stata composta nella sala mortuaria dell'Opg di Barcellona nell'attesa delle determinazioni dell'autorità giudiziaria previste per stamani.
Ieri in mattinata, appresa la notizia, il cappellano dell'Istituto, padre Pippo Insana, fondatore della Casa di accoglienza e solidarietà, reduce dalla trasferta romana per la partecipazione di sabato alla manifestazione "Stop Opg", ha celebrato in suffragio del suicida la santa messa alla quale hanno partecipato gli altri internati ed il personale del Corpo di polizia penitenziaria. Lo scorso 20 luglio invece a togliersi la vita, impiccandosi con un lenzuolo legato alla grata della finestra – dopo aver oscurato la porta a vetri della cella collettiva occupata assieme ad altri tre internati – era stato un uomo di 73 anni di Rossano Calabro, G. T. il quale soffriva di deliranti manie di persecuzione e per questo aveva lasciato un biglietto nel quale accusava i parenti, indicati come responsabili delle sue paranoie.
Nemmeno il suicidio di ieri, così come quello verificatosi il 20 luglio scorso, sarebbe da addebitare al sovraffollamento della struttura penitenziaria che nei mesi scorsi aveva toccato punte fino a 382, ricondotte con gli ultimi trasferimenti al carcere di Pagliarelli di Palermo ed in altri Opg italiani, a circa 310 internati a fronte dei circa 250 posti disponibili.
fonte:
Gazzetta del Sud