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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/09/2011  -  stampato il 04/12/2016


Sit-in a perugia. Arrivano le prime adesioni di esponenti regionali.

"Perché il sovraffollamento carcerario rappresenta un disagio considerevole per chi di professione svolge un servizio essenziale per la comunità, perché c'è troppa poca solidarietà nei confronti della polizia penitenziaria che subisce le carenze di un sistema in cui non sono più rinviabili
Investimenti e riforme". Franco Zaffini (Fare Italia) spiega le ragioni della sua adesione al sit-in organizzato dalle rappresentanze sindacali degli agenti penitenziari, nei pressi della struttura detentiva di Capanne. "Il più delle volte - spiega il consigliere regionale - la mobilitazione politica e mediatica si realizza per denunciare le problematicità delle condizioni di detenzione, mentre le condizioni dei lavoratori all'interno dei luoghi di reclusione passano in secondo piano, in nome di battaglie ideologiche, piuttosto che riguardanti reali necessità di sistema, dimenticando che il disagio degli agenti si ripercuote ovviamente anche sui detenuti".
L'esponente d'opposizione ha avuto modo in passato di incontrare numerose volte i rappresentanti sindacali e i dirigenti del ‘dipartimento dell'amministrazione penitenziaria' per affrontare i problemi di sottorganico presenti nel'apparato umbro. "E' evidente - afferma - che l'attuale assetto organizzativo e di gestione delle strutture detentive vada rimodulato in congruenza alle esigenze del nostro Paese, che, come nazione di frontiera, deve adeguarsi ad una popolazione carceraria di gran lunga superiore alle previsioni, sulla base delle quali le strutture detentive sono state progettate e realizzate. In questo contesto - prosegue - dove le risorse per gli investimenti scarseggiano - e ne siamo tutti consapevoli - è auspicabile una maggiore collaborazione tra amministrazione centrale e istituzioni locali, solitamente assenti a tal proposito. Il protocollo d'intesa del 2001, ad esempio- dice ancora Zaffini - stipulato tra Regione e ‘Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria', oltre che attuato, andrebbe rivisto, aggiornato e possibilmente implementato nelle funzioni demandabili al Governo regionale".
"Il corretto funzionamento del sistema penitenziario - chiosa Zaffini - non è argomento di secondo piano per le istituzioni locali che hanno il doveroso compito, non solo di tutelare i lavoratori, ma di garantire che situazione precarie, come quelle di sottorganico nelle carceri umbre, non abbiano ricadute gravi o addirittura irreparabili sul nostro territorio".