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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/09/2011  -  stampato il 05/12/2016


Sentenza Lecce chiunque potra' chiedere risarcimento

''Con la sentenza del tribunale di sorveglianza di Lecce si apre una voragine dai contorni indefiniti poiche' qualsiasi detenuto ristretto nelle carceri pugliesi e nazionali potra' chiedere il risarcimento''. Il Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria, commenta cosi' la sentenza che ha condannato l'Amministrazione penitenziaria a risarcire un detenuto tunisino, in carcere per furto aggravato, per il ''danno esistenziale'' provocato dal sovraffollamento della sua cella. Il Sappe denuncia ''il grande dilettantismo degli alti dirigenti dell'Amministrazione Penitenziaria che, all'indomani della sentenza della corte di giustizia europea, hanno armato tutti i direttori delle carceri della nazione di un centimetro con cui sono andati a misurare le celle in cui erano ristretti i detenuti, stabilendo che tre metri per detenuto fossero piu' che sufficienti, anche se nella stragrande maggioranza non si poteva concedere nemmeno tale spazio''. ''Solo in Puglia sono circa 4000 le persone che potranno chiedere l'indennizzo con i risultati che tutti possono immaginare'', osserva il sindacato. ''Non era mai accaduto in nessun paese cosiddetto civile , che i cittadini pagassero anche per la tortura che i propri governanti hanno inflitto a chi e' ristretto nelle carceri. Un idea per trovare la cifra necessaria ci sarebbe - suggerisce il Sappe - poiche' non sarebbe male che fossero proprio i politici ed i dirigenti dell'Amministrazione Penitenziaria, considerata la loro inerzia, a pagare un conto che si preannuncia salato, molto salato''.