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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/09/2011  -  stampato il 03/12/2016


CasoTarantini,"Anche l’umanità della polizia penitenziaria mi ha molto colpito e li ringrazio per questo".

«Io dico la verità ma evidentemente non mi credono e mi lasciano qua. Mi scusi per lo sfogo. L’unica cosa che posso offrirle è un bicchier d’acqua. È un po’ calda, ma con queste temperature è sempre meglio di niente». La cella al terzo piano del padiglione Firenze (un girone che ospita 350 anime alla prima esperienza di soggiorno al Grand Hotel Poggioreale) è un forno a microonde. Gianpaolo Tarantini è in piedi, al centro della stanza, mentre parla con il suo compagno di detenzione, un libraio. Ai due lati ci sono i letti a castello su cui dormono i sei «ospiti» della camerata e, sistemati sui tavolini, buste di pasta, pacchi di frutta e scorte di minerale. Amedeo Laboccetta, parlamentare del Pdl, è davanti a lui per una breve sosta dopo un lungo tour per controllare le condizione di detenuti e agenti penitenziari. «Ho notato un forte senso di solidarietà umana all’interno di Poggioreale. Ieri sera (sabato, ndr) è accaduta una cosa cui non mi sarei mai aspettato di assistere in una situazione del genere. Quasi tutti i detenuti stavano guardando in tv una fiction e, in una certa scena, un bambino reagiva alle prepotenze di un uomo adulto, il classico malvagio dei film, e lo colpiva con un bastone. E sa che cos’è successo? Tutto il padiglione è esploso in un’ovazione come se si trattasse di uno stadio. Ecco, ieri sono rimasto molto impressionato dal fatto che i detenuti di un penitenziario abbiano applaudito i buoni e non i cattivi».

Ironia della sorte, nella fiction (Sangue caldo, in onda su Canale5) recita anche Manuela Arcuri, l’attrice che compare nelle carte giudiziarie di Bari. «Anche l’umanità della polizia penitenziaria mi ha molto colpito e li ringrazio per questo. Quello del carcere è un mondo che mi ha sorpreso, che mi ha stupito. Ora, però, spero solo di ritornare presto a casa».

La chiacchierata tra Tarantini e Laboccetta finisce qui e così la raccoglie Il Giornale all’uscita del parlamentare Pdl dalla casa circondariale napoletana. «Mi è sembrato tutt’altro che depresso, anzi motivato, molto convinto delle sue ragioni», ha detto Laboccetta. «Ovviamente, il suo più grande desiderio ora è riabbracciare la famiglia. Me lo ha ripetuto tante volte: io qui dentro non ci dovrei stare».