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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/09/2011  -  stampato il 08/12/2016


Mancano i soldi, niente stand di polizia penitenziaria al Salone nautico 2011

Non ci sarà lo stand della Polizia penitenziaria al 51esimo Salone Internazionale della Nautica che inizierà a Genova il prossimo 1 ottobre per mancanza di fondi. A comunicarlo ai sindacati della Polizia Penitenziaria è stato il provveditore della Liguria, Giovanni Salamone, con una comunicazione nella quale si sottolinea che la decisione è del Capo del Dipartimento, Franco Ionta.
“Questa decisione di Ionta è una vergogna! Non ci sono i soldi per valorizzare il ruolo della Polizia Penitenziaria in una importante manifestazione internazionale che ci ha visto presenti negli ultimi anni ma sono stati spesi 900mila euro in consulenti per un Piano Carceri mai decollato; non ci sono soldi per noi ma fino a pochi giorni fa i nostri dirigenti andavano in giro con Jaguar e Maserati mentre i mezzi della Polizia Penitenziaria che trasportano i detenuti cadono a pezzi. E soprattutto non ci sono soldi per valorizzare l’importante ruolo del Corpo dopo che sono stati spesi 10 milioni di euro all’anno, per dieci anni (!), alla Telecom per 400 braccialetti elettronici per il controllo dei detenuti buttati in qualche cassetto del Viminale? E’ una cosa vergognosa!”
Dura presa di posizione di Roberto MARTINELLI, segretario generale aggiunto e Commissario straordinario per la Liguria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri, sulla mancata partecipazione del Corpo di Polizia Penitenziaria alla imminente edizione del Salone Internazionale della Nautica.

“Il Corpo di Polizia Penitenziaria non ha bisogno di manifestazioni autoreferenziali ma di cerimonie allargate alla partecipazione dell’opinione pubblica - non solo genovese - che deve conoscere quali e quante difficoltà operative incontrano le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria nel quotidiano lavoro nelle carceri genovese e liguri. Siamo e dobbiamo essere una Istituzione sempre più trasparente, una casa di vetro, perché non abbiamo nulla da nascondere, anzi dobbiamo assolutamente valorizzare quello che ogni giorno i Baschi Azzurri fanno nel mondo sconosciuto delle carceri. In questo contesto, la presenza al Salone Internazionale della Nautica è stata fondamentale negli ultimi anni. Non a caso l’ha voluto il SAPPE lo stand del Corpo lì. Nel caso della Polizia Penitenziaria poi, proprio per l’importanza dei servizi fondamentali svolti dal nostro Corpo, l’aspetto pubblico è importante. I cittadini hanno il diritto di conoscere da vicino le attività di una delle loro cinque Forze di Polizia e hanno ampiamente dimostrato di apprezzarne il lavoro quando glien’è stata data occasione di valutazione. Impedire che la Polizia Penitenziaria possa essere con il suo stand al Salone Nautico per ‘mancanza di fondi’ dopo che ne sono stati sperperati a decine di migliaia è grave, vergognoso ed inaccettabile”.
Martinelli denuncia la propria “totale disapprovazione per la scelta di non organizzare lo stand del Corpo di Polizia Penitenziaria al Salone Nautico di Genova. Questa grave scelta fa tornare indietro di molto la fiducia che il Personale aveva iniziato ad avere nei confronti di un’Amministrazione che dimostra, ancora una volta, di sottovalutare quanto l’aspetto della mancanza di riconoscimento sociale per il proprio lavoro, avvertito dai nostri colleghi, incida in ognuno a mettere in crisi il senso di appartenenza al Corpo e ai suoi doveri istituzionali. Le motivazioni di ordine strettamente economico non solo non possono essere giustificate, ma sono un vero e proprio insulto ai quasi mille appartenenti alla Polizia Penitenziaria in Liguria, nonché dimostrano il senso di menefreghismo che una parte assolutamente minoritaria di questa Amministrazione, ha nei confronti delle persone che ne rappresentano di gran lunga sia la consistenza strettamente numerica, sia ne garantiscono l’effettivo funzionamento, spesso sopperendo alle lacune che gli altri non sono in grado di colmare”.