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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/11/2011  -  stampato il 03/12/2016


Velletri: agenti del NTP aggrediti dalla folla mentre scortavano detenuti a processo

«È gravissimo quanto avvenuto ieri sera all'interno delle aule giudiziarie del Tribunale di Velletri: verso le ore 21, dopo la lettura di sentenza di condanna di alcuni detenuti sex offender, nell'aula è scoppiato il finimondo. Una parte del pubblico ha iniziato ad inveire contro i detenuti ed alcune unità di Polizia Penitenziaria addette al Servizio delle Traduzioni dei detenuti di Cassino e Velletri sono state aggredite con violenza mentre assicuravano l'incolumità dei detenuti stessi. Con molta difficoltà i colleghi sono riusciti a portarli all'interno delle camere di sicurezza, poste nel seminterrato del Tribunale e dove poco dopo sono stati raggiunti da una folla inferocita che ha sfondato una porta d'accesso con l'evidente intento di porre in essere un tentativo di aggressione. Attimi di alta tensione.

La fortuna ha voluto che in quel preciso istante i detenuti erano appena saliti sugli automezzi, che sono stati letteralmente circondati e bersagliati da calci e pugni tanto da registrare anche il tentativo di sfondamento dei vetri. L'autista è dovuto fuggire a sirene spiegate facendosi largo attraverso la folla inferocita. Questa violenta aggressione, proditoria e particolarmente violenta, mette drammaticamente in evidenza le gravi condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari del Nucleo Traduzioni di Cassino. Questi nostri Agenti lavorano sistematicamente sotto scorta e devono fare fronte a carichi di lavoro particolarmente delicati e stressanti. Ma così non si può più andare avanti!». Questo il commento di Giovanni Battista De Blasis e di Maurizio Somma, dirigenti nazionali del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, su quanto avvenuto ieri sera al palazzo di Giustizia di Velletri. 

«Ai nostri agenti va la nostra piena ed affettuosa solidarietà, ma è ovvio che in queste condizioni non si può andare avanti. Le gravi carenze di organico della Polizia Penitenziaria ed il pesante sovraffollamento carcerario condizionano irrimediabilmente i livelli di sicurezza dei servizi delle traduzioni dei detenuti, riducendoli al minimo dei minimi. Il nostro Personale è encomiabile perché garantisce ogni giorno, nei servizi interni al carcere ed in quelli svolti all'esterno – come, appunto, le traduzioni presso le aule di giustizia o in altri carceri ed i piantonamenti negli ospedali cittadini – un servizio eccellente e sicuro nonostante le mille criticità e problematiche che esistono. Ma non si può continuare ad andare avanti così. Servono tutele e garanzie».

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