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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/05/2010  -  stampato il 11/12/2016


Ionta: irresponsabile sottovalutare importanza dell'aumento della capienza delle carceri

L'edilizia penitenziaria è la prima risposta al problema del sovraffollamento delle carceri. È quanto ha affermato questa mattina Franco Ionta, capo del Dap, intervenuto questa mattina al convegno "Overbooking, il protagonismo, come uscire dalla crisi penitenziaria preservando i diritti umani", in corso presso la casa Circondariale Rebibbia nuovo complesso a Roma, voluto dall'associazione Antigone per fare il punto sulla situazione dei penitenziari italiani. "Ho sentito spesso e non solo qui sottovalutare il problema dell'edilizia penitenziaria - ha detto Ionta -. Se stiamo qui a lamentarci del fatto che c'è un sovraffollamento, aumentare gli spazi è la prima cosa che bisogna fare. Naturalmente non è l'unica cosa da fare, però sottovalutarne la portata mi sembra francamente poco responsabile".

Il capo del Dap si è detto disponibile, però, a un confronto su quello che si sta facendo, ma chiede proposte concrete. "L'amministrazione non si sottrae al confronto perchè la coscienza critica che Antigone rappresenta è un lievito importante perchè può dare delle indicazioni ed era quello che francamente mi aspettavo da questo incontro. Dal momento che dire come uscire dalla crisi penitenziaria preservando i diritti umani significa una cosa epocale, sono un po' deluso perchè mi sembra non ci sia stato qualcosa che vada al di là della fotografia della situazione attuale. Dobbiamo confrontarci con quello che l'amministrazione sta facendo, ed esaminare se ci sono delle cose che possono essere modificate, o eliminate. Questo è un dibattito che serve a uscire dalla crisi penitenziaria".

Dal vice capo del Dap Emilio Di Somma, infine, arriva una richiesta di aiuto alle associazioni e alle realtà che si occupano di carcere. "L'emergenza è oggi. Dateci una mano, non solo sulle necessità di un impostazione penale diversa ma questo richiede tempo, ma per far capire al governo, al Parlamento e all'opinione pubblica che noi così non possiamo andare avanti, siamo oggi in una situazione di feroce e pericolosa difficoltà".

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