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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/11/2011  -  stampato il 05/12/2016


Severino: "Misure alternative a detenzione" pił risparmio con braccialetto elettronico

L'amnistia non è la soluzione al sovraffolamento delle carceri italiane e, comunque "non è di portata governativa ma richiede iniziative parlamentari". A sostenerlo è il ministro Paola Severino nella sua audizione alla Commissione giustizia del Senato. L'obiettivo per affrontare il sovraffollamento invece, "è di cercare di verificare se non vi siano dei mezzi deflattivi che abbiano portata maggiormente stabilizzante del sistema carcerario. I provvedimenti svuota-carceri sono dei provvedimenti provvisori. Svuotano momentaneamente le prigioni che poi sono destinate a riempiersi nuovamente". Sarebbe come "svuotare il mare con un cucchiaino", ha spiegato Severino secondo la quale "il tema dei costi-benefici deve essere bilanciato. Ci devono essere sacrifici che però devono portare a un recupero dell'efficienza".

Per il ministro della Giustizia "risparmi notevoli" si otterrebbero per esempio con l'uso del braccialetto elettronico. I problemi tecnici sono risolvibili, ha aggiunto il Guardasigilli, secondo cui dove è applicato il braccialetto "il tasso di recidiva è estremamente limitato". "Prestare il consenso preventivo all'uso del cosiddetto 'bracialetto' la cui utilizzazione è stata molto scarsa in questi anni, sarebbe una soluzione. Mi sono chiesta il perché di questo e sto approffondendo. Ho già avuto una riunione con il ministro dell'Interno Cancellieri, per capire il perché di questo fallimento", ha detto. 

Il Guardasigilli ha poi sottolineato che "il braccialetto in altri Paesi ha avuto grande successo: è usato in vari Paesi europei e in Usa c'è da molti anni". Il problema, ha detto Severino, "sembrava irrisolvibile da punto di vista tecnico finché non se ne è parlato. Forse si potrebbe riuscire a varare un progetto di utilizzazione del braccialetto più di quando siamo riusciti fino ad ora". Ci sarebbero poi, ha aggiunto, "risparmi notevoli rispetto alla struttura del carcere non attuata". E il braccialetto sarebbe "un'ulteriore misura alternativa alla detenzione che si è dimostrata molto efficace nei Paesi in cui è stata utilizzata. E poi il tasso di recidiva" per chi lo usa "è molto limitato".

Meglio quindi, ha continuato Severino, tra le "misure alternative" al carcere considerare "l'allargamento dell'istituto della detenzione domiciliare" o la "messa in prova che è un istituto che con i minori ha funzionato benissimo. E' chiaro che va trasferito e trasformato, ma potrebbe essere una forma ideale anche per cercare quel reinserimento sociale che è uno degli scopi che la nostra costituzione attribuisce alla detenzione". In più si dovrebbe anche "istituire una carta dei diritti e dei doveri di chi è in carcere. Una cosa poco costosa ma molto utile a chi entra in carcere", ha aggiunto il Guardasigilli, "uno strumento da tradurre in varie lingue. Un piccolo catalogo per far sentire meno smarrito chi entra in carcere e non sa cosa gli è vietato fare. Lo aiuterebbe a sottrarsi a forme di approfittamento da parte di chi il sistema lo conosce bene".

Il numero dei detenuti nelle nostre carceri "non è sostenibile e non è coniugabile con il rispetto dei diritti fondamentali della persona" ha detto ancora il ministro della Giustizia davanti alla Commissione del Senato. L'edilizia penitenziaria è uno dei progetti più ambiziosi, costruire più carceri è un rimedio che richiede tempi lunghi. C'è già un piano per l'edilizia carceraria, si tratta di coltivarlo prestando forte attenzione a nuovi temi come l'utilizzo di nuovi padiglioni ampliativi delle carceri esistenti. Ma di certo con questo non si fa fronte ad una emergenza attuale".

http://www.repubblica.it/politica/2011/11/29/news/severino_carceri-25786439/