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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/12/2011  -  stampato il 05/12/2016


Catturato in Albania dalla Polizia Penitenziaria, era evaso dopo aver ucciso tre ragazze in auto

A Tirana (Albania), a conclusione di una lunga e complessa indagine diretta dal P.M. della Procura della Repubblica di Terni Elisabetta Massini ed eseguita, con una puntuale ed incisiva attività investigativa, dal personale del reparto di Polizia Penitenziaria di Terni, è stato arrestato dal personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Interpol Roma, in collaborazione con la Polizia albanese, il detenuto O.A. di anni 45 evaso dalla Casa Circondariale di Terni il 15.08.2010 non avendo fatto rientro in istituto dopo la fruizione di un permesso premio.
 
Il soggetto, era stato tratto in arresto in data 05.02.2000 nella Provincia di Lucca in quanto responsabile della morte di tre giovani ragazze decedute in uno scontro frontale con una Jeep condotta dall’albanese. Quest’ultimo, nel tentativo di speronare un suo connazionale, invadeva la corsia di marcia opposta, anche a causa dell’elevata velocità, impattando frontalmente l’autovettura con a bordo le tre ragazze che rimanevano uccise sul colpo. Per tali fatti l’uomo veniva condannato alla pena di anni 20 di reclusione per omicidio colposo plurimo e sarebbe dovuto uscire dal carcere il 18.12.2015.
 
Le indagini, dirette come sopra detto, dal P.M. Massini Elisabetta, sono state attivate subito dopo la notizia dell’evasione da parte del personale del Reparto di Polizia Penitenziaria di Terni anche attraverso numerossime attività tecniche e di controllo del territorio, sotto il coordinamento del Nucleo Investigativo Centrale (N.I.C.) della stessa Polizia Penitenziaria che ha pianificato tutte le attività di Polizia Giudiziaria finalizzate alla ricerca e localizzazione del latitante, con l’importante contributo fornito dai referenti di polizia giudiziaria della Polizia Penitenziaria dei Provveditorati dell’Amministrazione Penitenziaria di Bari, Firenze, Torino e dell’Istituto di Treviso.
 
Il positivo risultato delle attività di indagine  ha toccato alcune tappe fondamentali. Fin dall’inizio delle attività di ricerca, si era ipotizzato che lo stesso si fosse portato fuori dall’Italia e la conferma si aveva nei primi giorni del mese di aprile quando si era potuta accertare la sua presenza in un paese europeo aderente al Trattato di Schengen. Da quì la richiesta, positivamente accolta dal Procuratore della Repubblica di Lucca il quale emetteva un Mandato di Arresto Europeo per la cattura del latitante in Area “Schengen”.
 
Nel mese di maggio 2011 il ricercato faceva rientro nella capitale Albanese e quindi, rendendosi necessaria l’estensione delle ricerche in ambito internazionale, la Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Firenze formulava richiesta al Ministro della Giustizia per la ricerca e cattura del latitante in territorio albanese. Di assoluta rilevanza sono stati gli elementi forniti agli Organismi internazionali di Polizia da parte del Reparto di Polizia Penitenziaria di Terni, consistenti nella localizzazione del latitante nonché delle procedure dallo stesso attivate per giungere ad un variazione anagrafica del cognome, che hanno consentito di catturare il latitante nella località di Kamez, in Albania, successivamente condotto in uno degli istituti della repubblica Albanese in attesa dell’effettiva estradizione in Italia. Contestualmente, il Procuratore Capo della Repubblica di Lucca emetteva un provvedimento con il quale richiedeva agli Organi competenti di consegnare il l’estradando al personale del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, con tempi e modalità da concordare.