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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/12/2011  -  stampato il 02/12/2016


Agente rinviato a giudizio per telefonini in carcere ai detenuti

L'inchiesta sul rinvenimento dei telefonini neI carcere di via Popilia approda in dibattimento. È stato il gup, Livio Cristofano, a disporre il processo nei confronti degl'imputati, come chiedeva il pm Giuseppe Casciaro. E così, il 29 maggio del prossimo anno, dovranno comparire in Tribunale: l'assistente della polizia penitenziaria e i detenuti che hanno fruito del "servizio". 

La storia dei telefonini in carcere affiorò da una indagine che svilupparono i detective della polizia penitenziaria, che all'epoca erano guidati guidati dal commissario Vincenzo Paccione. Gl'investigatori, seguendo una precisa rotta, si arrampicarono su una montagna che pareva invalicabile, trovando il sentiero che, alla fine, ha svelato un'ipotetica collusione già sospettata nel corso delle prime investigazioni. Una svolta che chiamò in causa proprio un agente.

L'indagine partì dalla segnalazione d'un collega dell'imputato che s'accorse per primo che qualcosa non andava nel reparto di sicurezza della casa circondariale "Sergio Cosmai". E immediatamente il commissario Paccione avviò una riservatissima indagine. I detective penitenziari passarono al setaccio varie piste prima di far convergere le loro attenzioni verso l'insospettabile collega. E dopo un percorso carsico, le investigazioni puntarono dritte su Gabriele. Le "divise azzurre" sequestrarono i telefonini e le sim utilizzate per le chiamate.
 
Gl'inquirenti inquadrarono la vicenda in un arco temporale compreso tra settembre e l'8 ottobre, giorno in cui ci fu il blitz nella casa circondariale e gli agenti penitenziari rinvennero i "corpi di reato". Consapevole dell'errore, Gabriele ammise l'ipotetica condotta contraria ai doveri del suo ufficio. Sarebbe stato lui a far entrare i telefoni nel penitenziario. Apparecchi cellulari che sarebbero serviti ai detenuti finiti sott'inchiesta per comunicare col mondo esterno. Le conclusioni degl'investigatori vennero condensate nel voluminoso rapporto spedito in Procura e con il quale le divise azzurre denunciarono il collega. Il suo nome venne iscritto nel registro degl'indagati dal capo dei pm Dario Granieri e dal suo sostituto, Casciaro, titolare del fascicolo.
 
Ieri, l'udienza preliminare definita col rinvio a giudizio degl'imputati. Per il gup Cristofano, infatti, il vaglio dibattimentale è indispensabile per definire i contorni della vicenda giudiziaria.