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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/05/2010  -  stampato il 09/12/2016


Torino, le Vallette al collasso. I detenuti sono 1.523, il 65% parla straniero

Nonostante il grido d’allarme lanciato a novembre dal garante comunale delle persone private della liber­tà personale, Maria Pia Brunato, non accenna a di­minuire l’emergenza car­ceri. A fronte di una ca­pienza che dovrebbe esse­re di mille persone, nel carcere delle Vallette “Lo ­russo e Cotugno” i detenu­ti al 12 febbraio erano 1.512, 1.397 maschi e solo 155 femmine, mentre nella sezione nido d’infan zia del padiglione femminile sono presenti 6 bambini che hanno meno di tre an­ni.
  Se quindi negli ultimi tre mesi il numero complessi­vo dei detenuti nel carcere delle Vallette è rimasto so­stanzialmente stabile, a novembre erano 1.523, ap­pena 11 in più, c’è da sotto­lineare l’aumento della percentuale degli stranie­ri. A novembre al “Lorusso e Cutugno” erano detenuti 787 uomini e 47 donne straniere, per un totale di 834, mentre al 12 febbraio di quest’anno la presenza di stranieri sul totale delle presenze è di 982, pari ad­dirittura al 65%.
  Un altro dato che merita una riflessione è la percen­tuale dei tossicodipenden­ti, che sfiora il 30%. «Molti sono dentro per reati mi­nori, fermo re­stando che queste persone hanno commes­so dei reati, bi­sogna doman­darsi se non sia più utile a loro e alla collettività inserirli in pro­grammi di recu­pero al di fuori del carcere», ha commentato la garante dei de­tenuti. Sarebbe un sistema, questo almeno è il ragionamento della Bru­nato, per diminuire il so­vraffollamento del carcere, così come bisogna parlare di quel 90% di persone, accusata di reati minori, che lascia il carcere dopo meno di tre giorni perché il gip non convalida l’ordi ­nanza di arresto. «Anche questo è un problema serio - ha spiegato il garante ­, visto che queste persone nelle poche ore in cui ri­mangono all’in t e rn o d e ll ’ istituto vengono se­guite dal perso­nale penitenzia­rio, dirottato da altre funzioni, che non può quindi seguire chi effettiva­mente vive in carcere tutti i giorni».
  Fatto un cenno alla situazione dell’istituto pe­nale minorile torinese “ F er­rante Aporti” dove attualmen­te sono detenuti 31 minori (22 maschi e 9 femmine, 23 stranieri e 8 italiani), la Brunato ha toc­cato ieri in Comune, du­rante la seduta della quarta commissione, un’altra te­matica importante, quella d el l ’ assistenza fornita ai detenuti all’interno del carcere delle Vallette per uscire dal tunnel della dro­ga. Nell’ultimo anno sono stati trattati con metadone 286 detenuti, per un totale di 6.587 somministrazio­ni, mentre a 144 detenuti è stata somministrata la bu­prenorfina, per un totale di 1.222 somministrazioni. Infine è stata sottolineata l’importanza del lavoro svolto dalla cooperativa Arcobaleno che, solamen­te nell’ultimo anno, ha in­serito nel proprio pro­gramma socio-riabilitativo 144 detenuti, 135 uomini e 9 donne. « È importante che i detenuti non si senta­no lasciati soli, abbando­nati al proprio destino, ma che abbiano la consapevo­lezza che per loro esiste un futuro al di fuori del carce­re » ha chiosato la Bruna­to.

Andrea Magri

 

fonte: cronacaqui.it