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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/12/2011  -  stampato il 09/12/2016


Zagaria subito a carcere duro Luci sempre accese e pasti in cella

Subito al carcere duro. Non una parola, silenzio assoluto. Michele Zagaria, il superboss dei Casalesi, è arrivato ieri sera, mercoledì, nel carcere di Novara e per lui, nel primo giorno da detenuto, è già 41 bis. Agli agenti della Polizia penitenziaria dell'Ufficio matricola del carcere non ha detto nulla oltre a nome, cognome e data di nascita.

TRASFERIMENTO RAPIDISSIMO - Il suo trasferimento dalla Campania al carcere di Novara è stato rapidissimo. Al pari del controllo del verbale d'arresto, verifica dei documenti che ne certificano i vari ergastoli da scontare, esame delle ordinanze di custodia cautelare e poi le riprese fotografiche, di fronte e di profilo, per la scheda segnaletica, insieme alle impronte digitali. Tutto in silenzio assoluto, fino al trasferimento in una cella isolata. Il Ministro di Giustizia, Paola Severino, dopo l'arresto, l'ha disposto in pochissime ore, su richiesta dell'autorità giudiziaria.

CONTROLLATO A VISTA - Zagaria è controllato a vista, 24 ore su 24, dagli agenti del Gom, il Gruppo operativo mobile della Polizia penitenziaria. Lo sorvegliano in diversi, almeno due agenti per volta e una luce nella sua cella, nella sua prima notte in carcere, è rimasta sempre accesa. Anche i pasti gli vengono portati in cella.