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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/12/2011  -  stampato il 08/12/2016


Carceri dell’Emilia Romagna, situazione vicina al tracollo

Tra rivolte, suicidi, sovraffollamento e mancanza di risorse economiche i penitenziari di Ferrara, Parma e Bolgna sono al collasso. Durante del Sappe: "In regione mancano 650 unità di personale per gestire decentemente il problema"

Una settimana fa un maghrebino rinchiuso nel carcere bolognese della Dozza era morto dopo aver inalato del gas dalla bombola per il fornelletto. Il 18 novembre un colombiano, arrestato per narcotraffico, si era impiccato. E ancora, a Reggio Emilia, un paziente si era tolto la vita nell’Opg mentre a Parma, dove è rinchiuso anche il boss di cosa nostra Bernardo Provenzano in regime di 41bis, alcune rivolte avevano anche di recente portato al ferimento di diverse persone. Inoltre è recentissimo il tentato suicidio nel carcere di Ferrara, dove un tunisino ha cercato di farla finita impiccandosi ed è stato salvato in extremis da un agente di turno che ha dato l’allarme.

“In Italia”, ha detto Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, dopo il tentato suicidio di Ferrara, “mancano 6500 unità di personale (agenti, sovrintendenti, ispettori e commissari) e in Emilia Romagna 650. Ferrara non è esente da tali difficoltà perché solo qui “mancano circa 50 agenti: dei circa 230 previsti ce ne sono circa 170. I detenuti sono 476, a fronte di una capienza di 256 posti. Poche settimane fa l’associazione magistrati ha stanziato 500 euro e li ha donati al carcere perché acquistassero la carta per stampare i fax”. Vicenda, quest’ultima, che era stata raccontata a metà dello scorso ottobre.

Per quanto riguarda invece il carcere bolognese della Dozza, lo psichiatra Vito Totire, portavoce circolo Chico Mendes, aveva già dichiarato nei giorni scorsi che si tratta di “una struttura inagibile dal punto di vista igienico sanitario” anche alla luce dei 1050 detenuti circa mentre ce ne staserebbero meno della metà, 502. Un terzo dei reclusi a Bologna soffre di problemi di tossicodipendenza (probabile ragione della morte della settimana scorsa), mentre la carenza di agenti ha ormai raggiunto quota 200 persone.