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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/12/2011  -  stampato il 03/12/2016


Montacuto, agenti penitenziari solidali con 'epurati' dal DAP

Gli agenti penitenziari del carcere Montacuto non hanno digerito i provvedimenti con i quali il Dipartimento dell'amministrazione penitenziariaha allontanato la direttrice Santa Lebboroni e il comandante della polizia dell'istituto Gerardo D'Errico. Gli atti sono stati assunti dopo la protesta che nei giorni scorsi ha visto una ventina di detenuti dare fuoco alle proprie celle. La Lebboroni e D'errico, il quale peraltro è in servizio da neppure un mese ed era in ferie al momento della protesta, sono stati messi nel frattempo a disposizione del Provveditorato regionale. Il personale di Montacuto è in stato di agitazione.

Gli agenti, riuniti sotto varie sigle sindacali, chiedono al Dap di rivedere i provvedimenti perché in questo modo al carcere “sono stati tolti tutti i punti di riferimento”. Duro attacco anche al capo dipartimentoFranco Ionta“Anziché fare visite a sorpresa - dice un agente che vuole restare anonimo, riferendosi a quella fatta alcuni giorni fa da Ionta nel carcere anconetano, prima della protesta dei detenuti - programmasse un incontro per parlare con il personale” e risolvere anche il problema della carenza di organico, che a Montacuto ammonta “a 50 unità”.

Quanto alla rivolta scoppiata di recente, con alcune celle date alle fiamme, il personale ridimensiona la portata dell’evento, dicendo che “si è creato allarmismo”. Con l’allontanamento della Lebboroni (“dopo 20 anni di lavoro - commenta l’agente - Totò Riina sarebbe stato trattato meglio”) e del comandante, “si è cercato un capro espiatorio”.