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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/12/2011  -  stampato il 04/12/2016


Detenuto suicida in via Burla prosciolti direttore e sorveglianti

L'otto dicembre 2005 un detenuto recluso nel carcere di via Burla si tolse la vita inalando il gas del fornelletto scaldavivande in dotazione nelle celle. Soffriva di depressione e già in precedenza, in altri istituti penitenziari, aveva tentato il suicidio. Venne aperta un'indagine per omicidio colposo: seconda l'accusa, considerate le condizioni psico-fisiche dell'uomo la sorveglianza era stata carente, perché i responsabili non erano intervenuti per prevenire il gesto estremo con opportune precauzioni, ad esempio togliendo il fornelletto dalla cella. 

Il pm Roberta Licci nei mesi scorsi aveva chiesto il rinvio a giudizio per l'allora direttore del carcere Silvio Di Gregorio, per l'ex comandante della polizia penitenziaria Augusto Zaccariello e per il responsabile sanitario del carcere Michele Serventi. I famigliari del detenuto si sono costituiti parte civile e hanno chiesto un risarcimento di 2milioni di euro. Il gup Alessandro Conti aveva citato come responsabile civile il Ministero della Giustizia, che sarebbe stato chiamato a risarcire i danni in caso di condanna. Oggi, quella vicenda si è chiusa con un pronunciamento di non luogo a procedere nei confronti di tutti e tre gli indagati. Il gup Conti ha ritenuto che non ci siano i presupposti per un rinvio a giudizio e li ha quindi sollevati da ogni responsabilità penale. 

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