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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/12/2011  -  stampato il 10/12/2016


Ancona Montacuto: IDV, chiederemo al ministro la revoca dei provvedimenti di allontanamento di Direttore e Comandante

Una grande famiglia coesa e compatta a difesa dei propri superiori. Questo è quello che abbiamo trovato sabato io e Paola Giorgi, vicepresidente dell’Assemblea legislativa delle Marche, durante la visita al carcere di Montacuto: un personale completamente schierato a favore della direttrice del carcere, Santa Lebboroni, e del comandante della polizia penitenziaria, Gerardo d’Errico, sospesi dall’incarico con un assurdo provvedimento preso dal DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria), dopo la protesta del 9 dicembre ad opera di pochi detenuti.

Iniziativa ingiustificabile anche per la procedura: soprattutto perchè il Durettore del DAP, Dr. Franco Ionta, ha prima effettuato un sopralluogo il 7 dicembre senza rilevare niente di irregolare e complimentandosi per le capacità gestionali della Lebboroni e di d'Errico, e poi il DAP ha deciso l’allontanamento della Lebboroni e di d’Errico. L’Italia dei Valori, rappresentata oggi da me a livello nazionale e dalla Giorgi a livello regionale, ha parlato a lungo con gli operatori e visitato il carcere. Ora abbiamo ancora più intenzione di intervenire urgentemente dopo che ieri ho parlato con il ministro della Giustizia, Paola Severino, per esporle con chiarezza quello che sta avvenendo ad Ancona e chiederle di far vrevocare al più presto le sospensioni della Lebboroni e di d'Errico e di ricevere una delegazione del personale del carcere. il tutto sarà supportato da un’interrogazione urgente che presenterò per sapere ufficialmente che intenzioni abbia il Ministro che ho trovato molto responsabile e disponibile. Paola Giorgi si attiverà a livello regionale parlando anche con il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, per fare in modo che il provvedimento di sospensione sia ritirato e che ci si attivi, soprattutto, per risolvere la situazione precaria e di scarsità di mezzi e personale in cui l’amministrazione centrale costringe a lavorare la Polizia penitenziaria.

Basta pensare che ci sono 440 detenuti a fronte di 130 agenti effettivi, 180 se si considerano i 50 in più che risultano attivi, ma che, in realtà, sono distaccati in altre sedi. Questi numeri acquistano valore se si pensa che, come sostenuto dal personale, dovrebbero esserci circa 200 agenti per 180 detenuti. Comportamento assurdo, quindi, quello del DAP che invece di migliorare le condizioni di lavoro e carcerarie di Montacuto se la prende con i dirigenti che hanno saputo gestire bene una situazione che, peraltro, secondo il personale, è stata gonfiata aldilà della realtà provocando un allarmismo fuori luogo e spropositato. Conosco la Lebboroni e d’Errico e so che sono valenti professionisti e brave persone che operano da anni, come ho più volte denunciato, in condizioni impossibili assieme a tutto il personale che condivide la stessa situazione insopportabile che subiscono anche i detenuti.

La piccola protesta dei detenuti di qualche giorno fa non è in alcun modo ascrivibile alla direttrice Lebboroni e a Gerardo d’Errico, ma solo ed esclusivamente al Governo Berlusconi e al Ministero della Giustizia che fa mancare da anni personale e fondi persino per i beni di prima necessità. Impressionante lo stato di degrado che ho potuto constatare con i miei occhi dai bagni, ai corridoi alle celle. Siamo solidali, quindi, con Santa Lebboroni e con Gerardo d’Errico che vanno riammessi in servizio immediatamente previa revoca e annullamento della sospensione che non può gravare sullo stato di servizio ineccepibile dei due: ma siamo solidali anche con il personale di Montacuto che ha chiesto un incontro urgente al Ministro sia per la revoca del provvedimento di sospensione che per un immediato intervento sulle penose condizioni generali in cui versa il carecere di Montacuto.

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