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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/12/2011  -  stampato il 06/12/2016


Regina Coeli: detenuto lancia bomboletta contro agente Polizia Penitenziaria

Battono contro le inferriate delle celle, come animali in gabbia. Protestano nel modo più immediato che hanno contro problemi ormai noti ma ancora irrisolti: sovraffollametno e degrado dei penitenziari. Le manifestazioni di dissenso si sono svolte in alcuni carceri del Lazio, Regina Coeli e Velletri, per lo più in modo non organizzato, negli orari riservati al pranzo e alla cena. Lo ha reso noto il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. A Regina Coeli si é anche registrato il caso del lancio di una bomboletta di gas accesa contro un agente di polizia penitenziaria che è riuscito a schivarla.

Il cancro che affligge il sistema carcerario italiano continua a diffondersi senza apparenti nè tantomeno repentine soluzioni: sovraffollamento, scadente qualità di vita nelle celle, carenza di agenti di polizia penitenziaria, di educatori e di risorse finanziarie che rendono scarse o nulle le possibilità di socializzazione o di intraprendere un percorso di formazione professionale da utilizzare al di fuori del carcere.“

Protesta a Regina Coeli: lanciata bomboletta contro un agente
"Sono ormai mesi che, indistintamente, tutte le componenti del pianeta carcere denunciano il rischio che il sistema possa collassare - ha detto Marroni - Nelle carceri quotidianità vuol dire convivere con un'emergenza perenne, in strutture affollate e prive di supporti concreti che, troppo spesso, diventano fonti di sofferenza e di atti di suicidio. In questi prime settimane di attività, il nuovo ministro Severino ha dimostrato di aver capito qual è il problema; tra le soluzioni proposte, quella del braccialetto elettronico e quella dell'utilizzo delle celle dei commissariati, ci lasciano perplessi. In ogni caso, fino a quando non si metterà mano ad una legislazione vigente fatta apposta per creare nuovi detenuti, credo che ogni misura sarà destinata a fallire Ripeto, non c'é più tempo da perdere. Questo è anche il messaggio che - conclude il garante - viene dalla visita di papa Benedetto XVI a Rebibbia".“

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