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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 29/05/2010  -  stampato il 03/12/2016


Aosta Brissogne, in 7 anni si sono succeduti 22 direttori diversi

E' quello del sovraffollamento e della qualità delle condizioni di vita dei detenuti, ma anche della qualità del lavoro, i temi principali affrontati durante le celebrazioni della festa della polizia penitenziaria che si è svolta questa mattina, venerdì 27 maggio, al castello di Sarre.A prendere per primo la parola, il comandante Mario Piramide, che ha spiegato i compito degli agenti e soprattutto com'è cambiato in questi ultimi vent'anni il loro lavoro.''I compiti della polizia penitenziaria - spiega Piramide - dopo la riforma del 1990, che oltre a averle attribuito i più tradizionali compiti di tutela dell'ordine e della sicurezza all'interno degli istituti penitenziari, l'ha chiamata a partecipare all'attività di osservazione e trattamento del detenuto e a svolgere il servizio delle traduzioni e piantonamenti, sono andati sempre più evolvendosi e specializzandosi, consentendo a questo copro di acquisire una maggiore visibilità e consolidando anche sul territorio il proprio ruolo e le proprie competeze''.Il comandante ha poi sottolineato come anche la casa circondariale di Brissogne soffra per il sovraffollamento, 276 detenuti, di cui il 74% di origine straniera. Il personale, invece, è composto da solo 150 unità. Un problema, comunque, comune a tutte le 206 carceri italiani.La casa circondariale di Brissogne - ha spiegato il comandante Piramide - ha sicuramente un problema di sovraffollamento, e la maggioranza della popolazione carceraria é di origine straniera, appartenente a etnie diverse. Questo crea notevoli problematiche sia nella loro convivenza sia nella gestione della sicurezza interna. Altra criticità riguarda il fatto, che tantissimi detenuti hanno problemi legati alla tossicodipendenza e vi è anche un alto numero di detenuti affetti da patologie di natura infettiva oltre a quelli con problemi di natura psichiatrica".

Dura la riflessione del nuovo direttore, Domenico Minervini, che ha sottolineato come in sette anni il carcere abbia avuto 22 direttori diversi. "In questi quattro mesi, da quando ho preso in mano il timone del carcere di Brissogne, abbiamo lavorato sodo per migliorare la qualità della vita del personale e dei detenuti. Quando sono arrivato - il tasso di assenteismo del personale aveva superato il 30%, il personale infermieristico non era retribuito da tre mesi, oltre ad aver trovato varie problematiche strutturali anche molto gravi, come la mancanza di acqua calda e problemi agli impianti elettrici. Ho cercato di sanare tutte queste carenze e di motivare il personale, e questo ha dato risultati positivi".
di Cristina Porta
Fonte: aostasera.it