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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/01/2012  -  stampato il 07/12/2016


Evasione Pisa: la fuga era stata pianificata

Il piano di fuga era stato preparato da tempo e riguardava due persone, poi l'infortunio del detenuto tunisino che ieri si e' fratturato il bacino durante l'evasione dal carcere Don Bosco di Pisa ha costretto Francesco Zazzaro, rapinatore napoletano di 40 anni, a cambiare programma e pianificare altre soluzione per sfuggire alla caccia all'uomo scattata dall'alba di ieri a Pisa.

Sono queste le poche certezze fin qui raccolte dagli investigatori della squadra mobile pisana che stanno indagando sull'evasione. Le indagini della polizia avrebbero accertato che i due detenuti avevano pianificato da tempo la loro fuga, praticando nel corso di piu' giorni il buco nel muro del centro clinico, profondo circa 50 centimetri, dal quale sono passati per uscire all'esterno e scavalcare il muro di cinta della casa circondariale.

Ieri invece, secondo quanto spiegato dall'amministrazione penitenziaria della Toscana, la prima ipotesi era che i due avessero ideato e messo in atto la fuga nel corso della stessa notte, senza un piano premeditato. Secondo quanto appreso, le grosse pietre rimosse dal muro sono tre e gli inquirenti ritengono assai improbabile che cio' possa essere stato fatto in poco tempo e senza farsi notare dalla sorveglianza. Le ricerche di Zazzaro sul territorio sono incessanti e non si esclude che l'uomo possa avere contato anche su qualche complice all'esterno.

Ansa