www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/01/2012  -  stampato il 03/12/2016


In Italia record di poliziotti, ma le celle di sicurezza non decollano

Il decreto che dovrebbe consentire un alleggerimento della popolazione nelle carceri italiane voluto dal ministro della Giustizia Paola Severino (di professione avvocato) continua a essere avversato dal Viminale. Seppure informati dell'iniziativa del Guardasigilli in merito all'utilizzazione delle camere di sicurezza (oltre un migliaio) disponibili in caserme e commissariati, attraverso il vicecapo Francesco Cirillo i vertici della Polizia di Stato, neppure velatamente, la scorsa settimana hanno fatto sapere che le celle disponibili non sarebbero in buono stato e, ieri, che non ci sarebbe personale a sufficienza per custodire un migliaio di fermati (quelli che attendono al massimo 48 ore la decisione del giudice e dove si registrano gravi ritardi soprattutto nel fine settimana, molte volte a causa della mancanza del magistrato di turno).

Con Cirillo e i vertici del corpo sono anche i maggiori sindacati di polizia, molto forti al Viminale, preoccupati delle proteste degli agenti, che per custodire i fermati dovrebbero allungare l'orario di lavoro e i turni.

Cirillo va oltre e ad alcuni giornali rivela che gli organici delle forze di polizia sono sotto di quasi 27 mila unita'. Un dato che potrebbe apparire allarmante, ma in realta' e' l'organizzazione del lavoro nel comparto sicurezza a non andare bene dal momento che, fra le varie cose, tutte e tre le forze di polizia in molti casi svolgono funzioni che sono dei veri doppioni, come ad esempio la gestione degli archivi e delle centrali di telecomunicazione.

Senza considerare che la Guardia di Finanza non e' mai riuscita a trasformarsi per intero in polizia economica e svolge perfino compiti di ordine pubblico e antisommossa. In realta' le forze di polizia italiane sono le piu' numerose al mondo: l'Italia conta su un addetto per 170 abitanti circa. Molti meno in Germania o in Francia e Gran Bretagna dove, pure, negli ultimi anni gli omicidi sono stati pari a 1,4 per 100 mila abitanti (dati Onu), contro 1 per 100 mila dell'Italia.

Come ha detto il direttore del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Franco Ionta, nel corso della sua audizione in commissione Giustizia del Senato, la custodia nelle camere di sicurezza dei commissariati o delle caserme nelle prime 48 ore dal fermo, in attesa della decisione del giudice, sarebbe "una misura di civilta' giuridica": "Una persona arrestata ma non ancora detenuta deve essere gestita dalle forze di polizia - ha spiegato -.

Solo quando c'e' un provvedimento dell'autorita' giudiziaria puo' varcare la soglia del carcere". Ionta ha inoltre ricordato l'articolo 558 del codice di procedura penale, che gia' ne prevede l'utilizzo, sottolineando che le norme contenute nel decreto del governo "lo hanno chiarificato e rafforzato".

www.ilvelino.it