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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 14/01/2012  -  stampato il 08/12/2016


Evasione Regina Coeli, Sappe: "responsabilitÓ si cerchino in alto, non tollereremo capri espiatori"

"La situazione insostenibile, il personale penitenziario e' allo stremo, solo la politica continua a nascondere la testa sotto la sabbia e ancora una volta fa tanta demagogia e pochi fatti". Lo dichiara all'Adnkronos Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), commentando l'evasione di due detenuti dal carcere di Regina Coeli.

"L'organico di polizia penitenziaria - prosegue Capece - e' sotto di 7500 unita'. Le responsabilita' vanno cercate in alto, si faccia un' indagine seria, se qualcuno e' negligentemente venuto meno al proprio doveri paghi, ma deve essere chiaro che non tolleriamo la ricerca di capri espiatori". Adnkronos

 

Quella da Regina Coeli e' stata un'evasione annunciata Roma, 14 GEN (il Velino/AGV) - "Quella dal carcere romano di Regina Coeli e' una evasione annunciata con diversi responsabili. Mi riferisco a tutti coloro, a cominciare dai politici di ogni colore, che nulla hanno fatto per porre rimedio alle molte criticita' penitenziarie del carcere di Trastevere. Non solo: questa evasione arriva a pochi giorni da quella di Pisa. Servira' a potenziare i sistemi di antiscavalcamento dei penitenziari, spesso fuori uso, e a ripensare davvero il sistema?".

A chiederlo e' il segretario generale del Sappe, Donato Capece. Aggiunge Giovanni Passaro, segretario provinciale di Roma del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (il piu' rappresentativo della categoria con oltre 12mila iscritti), che da diverso tempo ha denunciato la cronica carenza d'organico del Corpo di polizia penitenziaria della struttura capitolina: "La sicurezza dell'istituto penitenziario e' inesistente, durante il turno notturno sono in media impiegati 20 poliziotti per assicurare la sicurezza di oltre 1.100 detenuti. In teoria, i detenuti potrebbero evadere dalla porta principale.

Per queste ragioni, la segreteria provinciale del Sappe lancia un grido d'allarme, alle piu' alte autorita' dello Stato e all'amministrazione penitenziaria, affinche' un immediato ed incisivo intervento ripristini le garanzie minime per il rispetto dei dettami costituzionali. I cittadini devono avere cognizione - conclude Passaro - in quali precarie condizioni di lavoro quotidianamente le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria, per altro sotto organico in una struttura fatiscente, assicurano l'esecuzione dei provvedimenti restrittivi della liberta' personale". www.ilvelino.it