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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/01/2012  -  stampato il 04/12/2016


Sappe: stato di agitazione della Polizia Penitenziaria, le incapacitÓ dei vertici non devono ricadere sui poliziotti

''Segnaliamo a Milano Bollate l'ennesimo episodio di aggressione di una detenuta nei confronti di un'unita' di Polizia Penitenziaria femminile. A Torino, un detenuto che ha tentato il suicidio e' stato salvato in tempo dai poliziotti penitenziari. Questi gravi episodi devono far riflettere sulle evidenti problematiche del sistema, rispetto alle quali e' necessaria una riforma organica e strutturale.Per questo abbiamo proclamato lo stato d'agitazione del Corpo di Polizia Penitenziaria".

Lo annuncia il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe). "Agenti aggrediti - afferma Donato Capece, segretario generale del Sappe - a Foggia, Saluzzo, Lucca, Porto Azzurro, Bologna, due risse a Como ed una nel minorile di Firenze (con sei agenti intossicati); suicidi tentati e sventati dai Baschi Azzurri a Torino, Como, Potenza, Porto Azzurro, Foggia; e purtroppo anche morti suicidi, a Genova, Firenze ed Augusta.

La sistematica periodicita' con cui avvengono certi fatti impone una ferma presa di posizione, che allo Stato manca. Non puo' certo ricadere solo ed esclusivamente sulle donne e gli uomini del Corpo l'incapacita' politica e quella istituzionale del Dap di fare fronte alle criticita' ed alle problematiche del carcere in Italia''.

Il Sappe sottolinea che ''nel 2010, nelle sovraffollate carceri italiane, i detenuti hanno posto in essere 5.703 atti di autolesionismo (263 dei quali da donne ristrette) e 1.137 tentativi di suicidio. Le morti per cause naturali in carcere sono state 108 e 55 i suicidi. 3.039 sono stati i ferimenti.

La manifestazioni di protesta individuali hanno visto 6.626 detenuti fare nel corso dell'anno lo sciopero della fame, 1.553 rifiutare il vitto, 1.289 detenuti coinvolti in proteste violente con danneggiamento o incendio di beni dell'Amministrazione penitenziaria. 15 sono state le evasioni da penitenziari, 41 a seguito di mancato rientro in carcere dopo aver fruito di permessi di necessita' e di permessi premio, 3 i detenuti che non sono rientrati da lavoro all'esterno e 12 dalla semiliberta': piu' alto il numero degli internati evasi, 68".

Capece torna a proporre "con urgenza un nuovo ruolo per l'esecuzione della pena in Italia, che preveda circuiti penitenziari differenziati e un maggiore ricorso alle misure alternative. E' nostro dovere far conoscere il duro, difficile e delicato lavoro che quotidianamente le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria svolgono con professionalita', zelo, abnegazione e soprattutto umanita' nelle carceri italiane.

Proclamare lo stato di agitazione della categoria e' necessario per scuotere le coscienze assopite della politica e del Dap''.

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