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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/01/2012  -  stampato il 05/12/2016


Carcere di chieti: sventato tentativo di introdurre un telefono cellulare destinato ad un detenuto

''La notizia che qualche giorno fa, solo grazie all'attenzione, allo scrupolo e alla professionalita' di personale di Polizia Penitenziaria in servizio, e' stato rinvenuto all'interno di un paio di scarpe contenute in un pacco destinato ad un recluso napoletano detenuto nel carcere di Chieti un telefono cellulare ci impone di tornare a chiedere al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria interventi concreti''.

E' quanto afferma Donato Capece, segretario generale del Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Tra questi interventi, il Sappe indica ad esempio ''la dotazione ai reparti di Polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l'indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani''.

''Non a caso -ricorda Capece- in piu' occasioni il primo Sappe ha richiamato l'attenzione delle autorita' dipartimentali in ordine ad alcune situazioni che con una certa frequenza interessano gli istituti penitenziari e in particolare sull'indebito uso di telefoni cellulari e altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti per le comunicazioni con l'esterno''. 

''Mi auguro -prosegue Capece- che dopo il ritrovamento del telefono cellulare a Chieti si faccia concretamente qualcosa per contrastare questo grave fenomeno''. ''Sulla questione relativa all'utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che puo' permettere comunicazioni non consentite -fa notare il leader del Sappe- e' ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la polizia penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo''.

''A nostro avviso -conclude Capece- appaiono pertanto indispensabili interventi immediati compresa la possibilita' di 'schermare' gli istituti penitenziari al fine di neutralizzare la possibilita' di utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito e quella di dotare tutti i reparti di polizia penitenziaria di appositi rilevatori di telefoni cellulari per ristabilire serenita' lavorativa ed efficienza istituzionale, anche attraverso adeguati e urgenti stanziamenti finanziari''. 

Adnkronos