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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/01/2012  -  stampato il 06/12/2016


Inchiesta al minorile del Pratello: non solo abusi, ma anche ammanchi di cassa

L’ispettore del Ministero è tornato al Pratello, questa volta per vedere come funzionano il centro di prima accoglienza - dove i ragazzi sono sistemati prima di entrare nel carcere - e la comunità, che accoglie un’altra decina di ragazzi da seguire.

Francesco Cascini è lo stesso ispettore che a dicembre era entrato a sorpresa nelle celle e aveva raccolto testimonianze dei detenuti sulle violenze commesse dai ragazzi più grandi sui più deboli e sugli abusi commessi da agenti di polizia penitenziaria, compreso l’uso illegale delle celle di isolamento, l’impiego delle manette, le botte.

Il Ministero della Giustizia e il Dipartimento della giustizia minorile accelerano la svolta al Pratello dopo la rimozione del direttore del Centro Giuseppe Centomani, il direttore del carcere Lorenzo Roccaro e il capo della polizia penitenziaria Aurelio Morgillo. Vogliono vedere chiaro in ogni angolo della giustizia dei minori di Bologna, dopo i 25 fascicoli aperti dal procuratore Ugo Pastore e quelli di competenza del pm Antonello Gustapane.

Le indagini sono servite a dare la svolta e ora, dopo le rimozioni, è arrivato nuovo personale amministrativo per aiutare i neodirettori Paolo Attardo e Francesco Pellegrinoa districarsi tra le carte, i contratti e i conti che erano gestiti da Centomani, sui quali sembrano esserci delle ombre. Un impiegato è stato anche condannato nel settembre scorso in primo grado dalla Corte dei conti a pagare 4.000 euro per un ammanco, ma lui si difende dicendo di essere stato messo nei guai da Centomani che gli aveva “ordinato” di fare i prelievi: in effetti, non avrebbe dovuto essere lui a trattare il denaro di cui non aveva documentato la spesa, compresi 435 euro di un minore detenuto. Ma c’è soprattutto un’altra inchiesta seguita dalla Procura ordinaria, che cerca di far luce su eventuali irregolarità nella gestione dei contratti e degli appalti del periodo di Centomani.

Un’inchiesta ancora top secret, nata dalla denuncia di una impiegata del Pratello che ha visto da vicino alcune cose che non le sono sembrate regolari e che nel frattempo ha chiesto il trasferimento in altro ufficio giudiziario. Per dare una sterzata definitiva alla vecchia gestione, è arrivato a Bologna anche il direttore dei Beni e Servizi del Centro giustizia minorile di Roma, Emanuele Caldarera. Servono risorse.

Il problema ancora irrisolto è la ristrutturazione dei locali che dura, tra sospensioni e ritardi, dal 1999, e non è ancora ultimata. Una ristrutturazione che secondo le stime è costata finora oltre 10 milioni di euro. Ci sono poi da fare interventi per mettere in sicurezza il carcere, come evidenziato in una parte dell’ispezione di dicembre, che ha indotto il ministro Severino a mandar via tre dirigenti. Sarà installato un sistema di videosorveglianza, sarà aperto il secondo piano già pronto ma mai utilizzato, in modo da poter sistemare in spazi più ampi i ragazzi, saranno ultimati i lavori nelle cucine per sfornare pasti più adeguati. E fra le tante cose a favore della sicurezza, saranno cambiate le finestre in modo che non possano essere staccate. Secondo le denunce, è successo pure che gli agenti le staccassero per fare stare al freddo i detenuti in punizione.

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