www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/01/2012  -  stampato il 06/12/2016


Rissa tra detenuti a Fossano, Sappe: agenti indifesi sia dal punto di vista pratico sia giuridico

Maxi rissa, ieri pomeriggio, nella casa di reclusione di Fossano. A denunciarlo il sindacato di Polizia Penitenziaria SAPPE per bocca del suo segretario provincialeAntonio Amodeo. Una ventina le persone coinvolte, tutte di provenienza nord africana. Gli agenti presenti sono intervenuti per riportare la legalità ma purtroppo uno di loro, un agente capo, è stato colpito da una "sgabellata" ed è stato costretto a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. 

Una volta di più, come se ce ne fosse bisogno, torna di attualità, anche nella nostra provincia, la spinosa questione delle carceri. "Il sovraffollamento non è propriamente il caso di Fossano - evidenzia Amodeo. Certo, a fronte di una capacità ricettiva di 120 unità qui si contano 155 detenuti, ma non sono numeri allarmanti. Gli agenti però sono solo una settantina: il vero problema è questa sproporzione".

La casa di reclusione di Fossano, come quella di Saluzzo, ospita detenuti che devono scontare pene inferiori ai 3 anni. In più i detenuti non vivono rinchiusi nelle celle, ma per la maggior parte del tempo stanno insieme, in una condizione, quindi, di socialità. "La situazione a Fossano è sempre stata piuttosto tranquilla - continua Amodeo. Problemi ci sono stati a Saluzzo, ma a Fossano no. Quindi quanto accaduto è un pericoloso campanello d'allarme. Sul quale è bene tenere alta l'attenzione. Le cause di quanto accaduto sono in via di accertamento, ma ciò che preme evidenziare è la condizione degli agenti: non hanno possibilità di difendersi, sono disarmati sia dal punto di vista materiale che sotto il profilo giuridico".