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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/01/2012  -  stampato il 05/12/2016


Rivolta Bolzano: Capece (Sappe), la rivolta testimonia gravitÓ situazione

"La rivolta accaduta nel pomeriggio nel carcere di Bolzano testimonia drammaticamente la situazione nella quale versano gli Istituti penitenziari italiani". Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria SAPPE, commentando la rivolta di una cinquantina di detenuti scoppiata nel pomeriggio nel carcere di Bolzano. I reclusi hanno appiccato alcuni fuochi in una sezione.

Dopo l'intervento delle forze di polizia, che hanno circondato il penitenziario, la situazione e' tornata alla normalita'. "E' ora che tutti - attacca Capece -, a cominciare dai vertici nazionali e regionali dell'Amministrazione penitenziaria, abbiano piena consapevolezza del problema ed affrontino l'emergenza in atto con provvedimenti seri e concreti, certo non varando disposizioni allo stato improponibili come la classificazione dei detenuti secondo codici colorati di pericolosita' e il permettere loro di girare liberamente nelle strutture detentive, oggi tutte sovraffollate e nel contempo spesso fatiscenti".

"Un classico esempio - dice il segretario generale del SAPPE - di come la pratica - fatta di rivolte, aggressioni, suicidi e tentativi di suicidio, risse, evasioni e tensioni continue nelle carceri italiane, con i poliziotti penitenziari in prima linea a contrastare la violenza di una parte, ancorche' minoritaria, di detenuti - sia ben altra cosa rispetto alla teoria. Forse i vertici del Dap non hanno ben chiara la situazione o sono colpevolmente distratti… E intanto le carceri sono ogni giorno sempre piu' incandescenti sono i profili della sicurezza".

Capece rinnova alcune proposte del SAPPE: "Oggi la polizia penitenziaria ha carenze organiche quantificate in piu' di settemila unita'. Abbiamo bisogno di una nuova politica della pena. Bisogna ripensare il carcere e l'istituzione penitenziaria, favorendo un maggiore ricorso alla misure alternative alla detenzione e l'adozione di procedure di controllo mediante strumenti elettronici".

"Rendiamo concreta - propone ancora Capece - la possibilita' che i detenuti stranieri (come i rivoltosi di Bolzano) scontino la pena nelle carceri del proprio Paese d'origine. Ancora: circa 20mila degli attuali detenuti sono condannati a pene inferiori a tre anni. Questi detenuti con pena inferiore ai tre anni potrebbero essere affidati ai servizi sociali e impiegati in lavori socialmente utili. Mi sembra che il governo Monti, con il ministro Guardasigilli Severino, voglia affrontare questa grave criticita' nazionale. Ma si faccia qualcosa, altrimenti - conclude il segretario generale del SAPPE - rischiamo davvero l'implosione delle carceri italiane".

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