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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/01/2012  -  stampato il 09/12/2016


Sciopero autotrasporti: a rischio processo e scarcerazione detenuti mafiosi

E' a rischio un processo di mafia previsto per domani a Bari a causa dei blocchi stradali in corso in tutta Italia e della conseguente mancanza di carburante. Dal carcere di Taranto, infatti, stamane un fax ha informato il Tribunale del capoluogo pugliese circa il fatto che, a causa della protesta, le camionette del penitenziario sono rimaste senza benzina e, per questo motivo, domani mattina potrebbe diventare impossibile il trasferimento di quattro imputati. Il processo, denominato 'Liberta'', si sta tenendo nell'aula bunker di Bitonto.

Il giudice Giovanni Abbattista ha replicato sostenendo che occorrera' trovare una soluzione alternativa per portare a Bari gli imputati. Il rischio e' che l'udienza salti, ma anche che i termini di custodia cautelare possano scadere e questo potrebbe addirittura significare il ritorno in liberta' per gli imputati detenuti. Sotto processo, che e' alle fasi finali, ci sono 33 presunti affiliati al clan Strisciuglio, accusati di associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi clandestine e da guerra, rapine, estorsioni. La pm Desiree Digeronimo ha gia' presentato le proprie richieste di condanna.

Una conferma arriva dal segretario nazionale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (SAPPE), Federico Pilagatti che sottolinea come ''questa volta non e' la carenza di carburante a seguito del mancato pagamento dei fornitori da parte dell'Amministrazione Penitenziaria a mettere a rischio traduzioni, accompagnamenti in ospedale o presso le aule di giustizia dei detenuti. Abbiamo notizia che a Taranto, come in altri posti, a causa di carenza di carburante, ci sarebbero detenuti che non potranno partecipare a delle udienze dibattimentali a loro carico che si terranno in sedi lontane dalla sede di detenzione". "Forse a Taranto la questione piu' delicata - rileva - ma la mancanza di carburante si fa sentire presso tutti i penitenziari pugliesi, anche perche' non ci sono erogatori di carburante interni alle carceri e l'unico carburante disponibile e' quello che si trova presso le pompe di benzina ormai a secco quasi dovunque. Altro serio pericolo derivante dai blocchi o dai rallentamenti alla circolazione - fa notare Pilagatti - e' determinata dal pericoloso rallentamento degli automezzi della Polizia Penitenziaria che trasportano detenuti pericolosi''.

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