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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/01/2012  -  stampato il 06/12/2016


Passa al Senato il decreto svuota carceri: ok alle correzioni previste dall'ex Ministro Palma

Domiciliari o camere di sicurezza per gli arrestati in flagranza per reati non gravi, entro 48 ore dal fermo, prolungamento da 12 a 18 mesi del periodo di fine pena che si puo' scontare presso il proprio domicilio, chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Sono i punti principali del decreto, approvato ieri sera dal Senato, che introduce alcune misure per affrontare il problema del sovraffollamento carcerario, problema che il ministro Paola Severino, fin dalla sua nomina, ha detto di considerare urgente, drammatico e prioritario.

Il decreto, la cui discussione in Aula ha avuto qualche battuta d'arresto e momenti di tensione, dopo un iter piuttosto rapido in commissione Giustizia, era stato approvato dal Consiglio dei ministri il 16 dicembre scorso, pubblicato i Gazzetta ufficiale il 22, e deve dunque essere convertito in legge entro il 20 febbraio. Ora il testo passa all'esame della Camera per la definitiva conversione in legge. I tempi sono stretti ma il ministro della Giustizia, Paola Severino ha espresso l'auspicio di non dovere ricorrere al voto di fiducia.

La sostanziale novita' del provvedimento e' la possibilita', al momento dell'arresto in flagranza e per reati non gravi, e in attesa del pronunciamento del magistrato, che la persona fermata non sia condotta, per le prime 48 ore, ai domiciliari, in prima istanza, poi nelle celle di sicurezza delle questure, e solo come estrema ratio in carcere. Una norma pensata e sostenuta dal ministro Severino come la soluzione al fenomeno delle 'porte girevoli', per il quale circa 21mila persone ogni anno entrano in carcere e ne escono dopo 2 o 3 giorni, incidendo in modo consistente sul sovraffollamento.

All'arrivo del testo in Aula, nell'emendamento viene poi introdotta la 'pericolosita' dell'arrestato' come impedimento alla detenzione domiciliare. Ma non basta. Proprio partendo dall'allarme sociale di alcuni reati, l'ex ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma, intervenendo in aula in modo molto critico sul decreto e sull'emendamento dei relatori, ripropone come emendamento alcune norme da lui stesso elaborate quando era ministro e che introducono la variabile della tipologia dell'arresto: niente domiciliari in caso di arresto obbligatorio ma solo per reati per cui l'arresto e' facoltativo.

Dunque la norma non deve essere applicabile a responsabili di furto in appartamento, scippo, rapina. Poi ieri la soluzione per ricomporre lo strappo, con una nuova formulazione dell'emendamento dei due relatori, Filippo Berselli (Pdl) e Alberto Maritati (Pd), presentato in una versione che sostanzialmente accoglie le obiezioni di Palma, che ha poi ritirato il proprio emendamento. Sono stati infatti esclusi i domiciliari, per gli arrestati in flagranza e per reati per i quali si procede per direttissima e davanti al giudice monocratico, per furto in appartamento, furto con strappo, rapina ed estorsione semplici. In questi casi, in attesa della decisione del giudice, gli arrestati potranno, entro le 48 ore, essere curstoditi, nell'ordine, presso le camere di sicurezza o, se non e' possibile, in carcere.

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