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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/01/2012  -  stampato il 08/12/2016


Agente di Livorno condannato a quattro anni e mezzo per sfruttamento della prostituzione

Un agente di polizia penitenziaria é stato condannato a 4 anni e mezzo dal tribunale di Livorno per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Francesco Maniglia, 36 anni, originario di Gela, lavorava nel carcere livornese delle Sughere, ma è stato sospeso dal lavoro già da tempo per questa vicenda giudiziaria. Assolta, invece, la moglie, imputata degli stessi reati.

 
L'inchiesta della squadra mobile della polizia di Livorno era iniziata nel 2009 da un esposto anonimo e si basò in particolare su intercettazioni, video e racconti di due prostitute, una donna e una trans.
 
Secondo l'accusa, il giro d'affari messo in piedi dai due agenti si attestava intorno ai 6 mila euro al mese, ricavati dai soldi degli affitti in nero chiesti ai transessuali e alle prostitute, che ricevevano i clienti negli alloggi affittati dagli agenti. L'indagine è scattata nell'estate del 2009 in seguito a un esposto anonimo giunto in questura, nel quale si segnalava un appartamento del centro all'interno del quale trans e donne si prostituivano. Secondo quanto appurato dagli investigatori, quell'abitazione risultava in affitto a Pruscino (già uscito in precedenza scegliendo il rito abbreviato), che, però, l'aveva subaffittata a transessuali e prostitute brasiliane. Due prostitute brasiliane confermando agli investigatori il ruolo dei due indagati.