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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/01/2012  -  stampato il 03/12/2016


Il DAP taglia i fondi alle colonie agricole della Sardegna, praticamente azzerate

«Incredibile decisione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che ha falcidiato, nell’ambito dei tagli previsti in bilancio, i fondi per le Colonie Penali Agricole della Sardegna che occupano un’area complessiva di circa 5mila ettari. Le conseguenze sono gravissime». Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, avendo appreso che lo stanziamento da 2milioni e 400mila euro è stato ridotto a 450mila euro. 

La decisione, che riguarda le Colonie di “Is Arenas” (Arbus), Isili (Cagliari) e Mamome (Nuoro), ha provocato la temporanea sospensione dei trasferimenti di detenuti dagli Istituti Penitenziari e – sottolinea Caligaris – la necessità, in moltissimi casi, di ridurre all’osso o addirittura cessare il pagamento dei lavoranti. «Per disporre di sufficienti fondi per coprire le spese correnti si sta provvedendo ad incrementare la vendita dei prodotti lattiero-caseari nonché degli animali, in particolare pecore, agnelli e maiali. Si depaupera così il patrimonio zootecnico». 

«Le Colonie Penali – ricorda la presidente di SDR – rappresentano un punto di forza del sistema penale del nostro Paese ma questo provvedimento evidenzia le contraddizioni dello Stato nei riguardi della rieducazione e formazione dei detenuti. Poco più di 6 mesi fa era stato ideato il progetto “Galeghiotto” che aveva suscitato notevole interesse anche nelle fiere del settore biologico. Ora però la drastica riduzione dei finanziamenti rischia di mandare a monte il principio dell’agricoltura sociale, ecosolidale e di qualità». La Caligaris condanna i tagli non solo per gli aspetti economici e produttivi, ma anche per il venir meno della finalità della pena, strettamente connessa al recupero dei cittadini e al loro reinserimento sociale.

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