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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/02/2012  -  stampato il 06/12/2016


Marcenaro (Pd), caso Asti: la sentenza di ieri solleva il problema della tortura nelle carceri

"Le motivazioni, pubblicate ieri, della sentenza pronunciata il 30 gennaio scorso dal Tribunale di Asti nel processo contro cinque agenti penitenziari per le violenze commesse contro detenuti nel carcere di quella citta', dimostrano un'altra volta come in Italia sia possibile torturare impunemente".

Lo afferma il senatore del Partito democratico, Pietro Marcenaro, presidente della Commissione Diritti Umani di palazzo Madama. "Il rifiuto finora opposto ad inserire nel Codice penale italiano il reato di tortura -sottolinea Marcenaro- come previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1984 che pure l'Italia ha sottoscritto e ratificato, impedisce di perseguire e punire i responsabili di atti gravissimi".

"Governo e Parlamento -prosegue- hanno il dovere di rimediare immediatamente a questa situazione introducendo nel nostro codice penale, attraverso una procedura d'urgenza, il reato di tortura come definito dalla Convenzione Onu. Al tempo stesso si deve procedere alla ratifica del Protocollo Opzionale del Consiglio d'Europa sulla Tortura (Opcat) che impone ai paesi l'obbligo della vigilanza e del controllo per prevenire e impedire atti di tortura".

"In Senato sono da tempo depositati disegni di legge su questi temi - prosegue il presidente della Commissione Diritti umani - che possono essere rapidamente approvati. Le resistenze che fino ad oggi sono venute da settori minoritari e reazionari degli apparati devono essere vinte: e questo non solo a tutela e garanzia dei diritti delle persone ma a difesa della dignita' e dell'onore delle stesse forze dell'ordine e degli agenti della polizia penitenziaria - conclude Marcenaro - che non meritano di essere infangate da comportamenti come quelli che la magistratura di Asti ha provato".

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