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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/02/2012  -  stampato il 23/11/2017


Detenuto si rifiuta di rientrare in cella e aggredisce agente di Polizia Penitenziaria

"Questa mattina un agente della polizia penitenziaria in servizio nel carcere fiorentino di "Sollicciano" e' stato aggredito da un detenuto extracomunitario". E' quanto afferma Pasquale Salemme segretario nazionale SAPPe, Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria.
 
"Ancora un’aggressione a danno dei poliziotti penitenziari in servizio in Toscana - prosegue - che è avvenuta nella sezione detentiva del carcere. A seguito dell'invito rivolto dall'agente al detenuto di far rientro nella propria cella, questi non solo apponeva un fermo rifiuto, ma aggrediva addirittura l’agente. Il collega è ancora in ospedale e non si conoscono ancora i postumi della violenza. E’ una aggressione annunciata, l'aggressore proprio la settimana scorsa aveva aggredito, sempre a Sollicciano, un altro agente, tanto che la Direzione del carcere ne aveva chiesto l'allontanamento ad altro istituto al Provveditorato regionale. Dopo le aggressioni di Porto Azzurro, Lucca e quella di ieri a San Gimignano riproponiamo la drammaticamente questione della sicurezza delle carceri toscane".
 
"Ancora una volta - conclude Salemme - denunciamo l'assenza di iniziative a sostegno della polizia penitenziaria e l'inerzia del Provveditore regionale che in tutti questi anni di permanenza in Toscana si è disinteressato non solo delle questioni sindacali, ma anche di quelle degli operatori penitenziari. Quella di ieri è stata un’aggressione violenta e ingiustificata, avvenuta ancora una volta di sorpresa e senza alcun motivo, che si poteva evitare se le richieste della Direzione di Sollicciano di trasferire il detenuto, fossero state ascoltate dall'Amministrazione regionale. Non e' tollerabile che il personale di polizia penitenziaria debba subire anche le aggressioni dei detenuti, i quali non rispettano le regole previste dall'ordinamento. Ancora una volta invitiamo la Direzione Generale del Personale dell'Amministrazione Penitenziaria a prendere in seria considerazione l'avvicendamento del Provveditore Regionale della Toscana, la cui politica penitenziaria, soprattutto quella sindacale, è stata del tutto fallimentare".