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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/02/2012  -  stampato il 11/12/2016


Aggressioni in carcere: feriti due agenti a Savona

Due agenti della polizia penitenziaria sono stati aggrediti questo pomeriggio da un detenuto tunisino nel carcere Sant’Agostino di Savona. Secondo quanto appreso, il detenuto, particolarmente violento e in carcere per i reati di resistenza e danneggiamento, stava tentando di rompere i vetri tra il corridoio e la sua cella, arrivando quasi a distruggerli. I poliziotti penitenziari sono prontamente intervenuti per fermarlo ma sono stati proditoriamente aggrediti, prima verbale e poi fisicamente, tanto da rendersi necessarie le cure all’ospedale, senza gravi conseguenze.
 
Solidarietà è arrivata dal Sappe, che, commentando l’episodio, afferma: “ma ci domandiamo quante aggressioni ancora dovrà subire il nostro personale di Polizia Penitenziaria perché si decida di intervenire concretamente sulle criticità di Savona? Questa aggressione ci preoccupa. La carenza di personale di Polizia Penitenziaria a Savona – oltre 10 agenti in meno rispetto all’organico previsto -, il costante sovraffollamento di una struttura particolarmente vecchia sono temi che si dibattono da tempo, senza soluzione, e sono concause di questi tragici episodi. Spesso, come a Savona, il personale di Polizia Penitenziaria è stato ed è lasciato da solo a gestire all’interno delle nostre carceri moltissime situazioni di disagio sociale e di tensione, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.”
 
“E Savona non ha neppure un direttore titolare del carcere: davvero sconcertante. Intanto le tensioni in carcere crescono in maniera rapida e preoccupante: bisogna intervenire tempestivamente per garantire adeguata sicurezza agli agenti e alle strutture. E bisogna che chi aggredisce gli agenti sia punito con severità e fermezza” afferma Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.
 
“Sgomenta constatare la frequente periodicità con cui avvengono queste aggressioni: servono provvedimenti veramente punitivi per i detenuti che in carcere aggrediscono gli agenti o provocano risse, ad esempio un efficace isolamento giudiziario o anche, in analogia a quanto avviene ad esempio in America, che i detenuti più aggressivi possano essere eventualmente contenuti anche nelle sezioni detentive con manette e catene. In una situazione di emergenza, come è quella attuale, servono provvedimenti straordinari. Bisogna dare soluzioni concrete e certe per Savona, dove i poliziotti penitenziari sono sempre più sotto organico e da soli nella prima linea delle sezioni detentive a gestire le continue tensioni e situazioni di pericolo”.