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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/02/2012  -  stampato il 06/12/2016


Aggressioni in carcere: oggi sei agenti della aggrediti nel carcere di Lucca

Stamani, verso le 11,30, nel carcere San Giorgio di Lucca, due detenuti si sono barricati nella propria cella. Prima hanno smontato i letti e poi hanno utilizzato le parti di ferro (spalliere) come armi per colpire ripetutamente gli agenti intervenuti. Sei agenti di Polizia Penitenziaria sono stati trasportati al nosocomio cittadino. 

Uno dei cinque ha riportato la frattura di due dita della mano destra, con prognosi di 15 giorni. Mentre gli altri hanno riportato delle prognosi che vanno dai 5 ai 7 giorni. I detenuti hanno, inoltre, lanciato bombolette di gas e solo il tempestivo e coraggioso intervento del personale di polizia ha scongiurato conseguenze ben più gravi, poiché i carcerati avevano preparato dell’olio bollente da scaraventare sul personale.

"Avevamo manifestato le nostre preoccupazioni – e quanto dichiara Pasquale Salemme Segretario Nazionale del SAPPe – con una lettera indirizzata al Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Toscana, il 13 febbraio u.s., riguardo la presenza al carcere di Lucca del detenuto tunisino M.M., che già lunedì scorso si era barricato nella cella minacciando di darle fuoco e che già in diverse occasioni aveva aggredito il personale di polizia penitenziaria e diversi ristretti. Avevamo invitato l’Ufficio del Provveditorato toscano a valutare l’opportunità di adottare dei provvedimenti urgenti atti a scongiurare situazioni ben più incresciose.

Oggi è avvenuto proprio quello che avevamo segnalato con sei colleghi in ospedale.Siamo davvero preoccupati dell’escalation di violenza nelle carceri toscane e soprattutto dall’immobilismo degli vertici dell’Amministrazione delle carceri regionale. Dopo le aggressioni avvenute nei penitenziari di Firenze-Sollicciano, Porto Azzurro, Lucca, Pistoia e San Gimignano, siamo davvero stanchi di subire passivamente l’inerzia di un'amministrazione che non adotta nessuna idonea determinazione nei confronti di chi si è reso responsabile di episodi così gravi. La sempre più critica situazione degli istituti della Toscana e la conseguente mancanza assunzione di concreti e seri provvedimenti da parte dell’amministrazione penitenziaria regionale non può e non deve ricadere pericolosamente ed esclusivamente sulle donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria. 

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