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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/02/2012  -  stampato il 02/12/2016


Aggressioni in carcere: San Giminiano due detenuti rubano chiavi ad Agente

Nuova aggressione ai danni di un agente di Polizia penitenziaria questa mattina nel carcere di San Gimignano. Ne da' notizia il Sindacato autonomo di Polizia penitenziaria. ''All'apertura delle celle per l'ora d'aria, due detenuti albanesi hanno avuto un diverbio con altri connazionali ristretti in altra camera - racconta il segretario del SAPPE, Donato Capece - L'Agente, prontamente intervenuto, e' stato bloccato dai due e gli sono state prese le chiavi della cella: uno bloccava il collega e l'altro tentava di aprire la cella dei connazionali, i quali a loro volta cercavano di colpire i due, con calci e pugni e persino lanciando loro contro del caffe' bollente''. ''E' poi riuscito a liberarsi -aggiunge- e a recuperare le chiavi e, anche per il pronto intervento degli altri colleghi in servizio, la situazione e' tornata alla calma, con i due rivoltosi bloccati e ristretti nella Sezione isolamento del carcere''.

''Torno a denunciare che se c'e' un dato che sconcerta, nell'attuale quadro del sistema penitenziario nazionale - sottolinea Capece - e' la pressoche' generale assenza, sul territorio e negli istituti di competenza, di buona parte dei Provveditori regionali dell'Amministrazione penitenziaria, dirigenti generali dello Stato lautamente stipendiati, che per la legge sono, o meglio, dovrebbero essere, i referenti regionali dell'Amministrazione centrale del Dap. Dovrebbero diramare disposizioni per contenere le criticita' e invece sono del tutto assenti - denuncia Capece - Tanto nella prima linea delle sezioni detentive ci stanno le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria, mica loro…''

''Il Dipartimento penitenziario da anni non da' corso ad un piano nazionale di mobilita' di tutti gli attuali Provveditori Regionali penitenziari'', ricorda Capece. ''Dovrebbero occuparsi di 'calare' sul territorio le politiche penitenziarie dell'Amministrazione centrale, con particolare riferimento all'ordine ed alla sicurezza degli Istituti vista la contingente critica situazione, ed invece non fanno alcunche' per gli istituti di pena territorialmente da loro dipendenti. Serve un deciso cambio di passo - conclude - nella gestione dei penitenziari toscani e nazionali''.

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