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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/03/2012  -  stampato il 05/12/2016


Scarcerato Giuseppe Guttadauro, capomafia di Brancaccio

Sabato 3 marzo, Giuseppe Guttadauro ha lasciato il carcere di Terni dove si trovava dal 2001 per “buona condotta”. Il boss condannato a 13 anni e 4 mesi dal Tribunale di Palermo ha usufruito di uno sconto di pena pari a 800 giorni.
 
Il boss, già aiuto primario della Chirurgia del Civico è stato il perno delle inchieste che hanno coinvolto l’ex assessore Mimmo Miceli e l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro.
 
In particolare l’ex presidente della regione è stato condannato per aver favorito Cosa Nostra, poiché tramite il Miceli aveva riferito al Guttadauro la presenza di cimici all’interno della sua abitazione.
 
Ad incastrare politici e il boss sono state le intercettazioni nelle quali era emersa una trattativa fra l’ex governatore siciliano e il capo mandamento di Brancaccio per l’elezione nel Cdu del candidato medico Domenico Miceli, designato quale portatore degli interessi mafiosi all’Ars con l’elezione delle regionali del 2001. Miceli però non arrivò mai al parlamento siciliano poiché giunto primo dei non eletti.
 
Le indagini antimafia fecero scattare le manette per il capomafia a dicembre del 2002 nella cosiddetta operazione Ghiaccio mentre Miceli fu arrestato a giugno del 2003, subito dopo le elezioni provinciali in Sicilia nelle quali il medico, sostenuto dall’on. Saverio Romano, aveva deciso di candidarsi. Nel novembre del 2010 la Corte di Cassazione ha riconosciuto per Domenico Miceli la responsabilità penale per concorso esterno in associazione mafiosa e ha inviato nuovamente le carte in appello per ridefinire la pena di sei anni e sei mesi, inflittagli a parere degli Ermellini senza l’applicazione delle attenuanti generiche.