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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/03/2012  -  stampato il 04/12/2016


DAP perde ricorso al Consiglio di Stato, dovrÓ pagare straordinari alla Polizia Penitenziaria

Vittoria piena per gli agenti di Polizia Penitenziaria di Parma, che dopo la vittoria al Tar si sono visti riconoscere anche dal Consiglio di Stato il diritto al pagamento degli straordinari non percepiti dal 2004. La sentenza, pronunciata lo scorso 8 marzo, è destinata a fare giurisprudenza e a pesare non poco sulle casse del ministero della Giustizia. Il personale di tutti gli istituti penitenziari dell'Emilia Romagna si sta già attivando per ottenere il recupero dei crediti e la stessa cosa faranno, presumibilmente, gli agenti di custodia di tutta Italia.

Rappresentati dall'avvocato Giovanni Carnevali, 117 agenti in servizio nel carcere di via Burla presentarono un ricorso al Tar di Parma per vedersi riconosciuto il pagamento come straordinario delle giornate di riposo passate a lavorare a causa delle carenze di personale. Come spiega il legale, gli agenti debbono osservare un giorno di riposo a settimana. Spesso, però, veniva loro chiesto di prestare servizio e di recuperare la giornata di riposo nelle settimane successive. Quelle ore, quindi, non venivano retribuite come straordinario. Nel maggio 2011 il Tar di Parma ha dato ragione agli agenti, accogliendo il loro ricorso e imponendo al Ministero della Giustizia di pagare tutti gli arretrati. Il Ministero il 31 gennaio 2012 ha impugnato la sentenza davanti al Consiglio di Stato, l'ultimo grado della giustizia amministrativa. E ha ottenuto un rigetto.

"Il Tar e il Consiglio di Stato hanno accolto il nostro principio, per cui tutte le ore che eccedono l'orario settimanale di 

base di 36 ore debbono essere considerate straordinario - spiega l'avvocato Carnevali - il riposo compensativo, infatti, non è sufficiente a remunerare il tempo passato lontano dalle famiglie saltando il giorno di riposo settimanale. Lo straordinario deve essere retribuito di più rispetto all'orario base".

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