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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/06/2010  -  stampato il 11/12/2016


Catanzaro - Eroina rivenuta e sequestrata dalla Polizia Penitenziaria, la Corte D’Appello conferma

La Corte d'appello ha confermato la pena inflitta in primo grado a Francesco Squillace, 31enne detenuto nella casa circondariale di Siano-Catanzaro, imputato per detenzione illegale di stupefacenti. I giudici (presidente Palma Talerico, consiglieri Maria Vittoria Marchianò e Maria Teresa Carè) hanno accolto la richiesta del sostituto procuratore generale Sandro Dolce, lasciando immutata la condanna dell'uomo a un anno di reclusione e 4.000 euro di multa, sentenziata dal Tribunale il 23 settembre scorso al termine del giudizio abbreviato (che gli valse la pena così scontata di un terzo per la scelta del rito alternativo). La Corte, inoltre, ha respinto la richiesta della difesa, rappresentata dagli avvocati Emilio ed Enzo De Caro, di revocare all'imputato la misura cautelare. La sostanza stupefacente, 12 grammi di eroina, era stata rinvenuta e sequestrata dagli agenti della Polizia penitenziaria nel corso di una perquisizione. Secondo quanto appreso, l'eroina era nascosta in due punti diversi: nella suola di una scarpa di Squillace e in un angolo della cella. Pochi dubbi per gli agenti, che hanno segnalato la vicenda alla Procura della Repubblica la quale ha ovviamente aperto un fascicolo: secondo gli inquirenti il trentenne sarebbe riuscito a fare entrare la droga in carcere con l'obiettivo di spacciarla. Da parte sua, in sede d'interrogatorio, Squillace ha sostenuto che la droga non era la sua ma non ha fornito al giudice alcuna spiegazione su come i circa 12 grammi di eroina trovata dagli agenti penitenziari possano essere finiti nella cella che lo ospita. Indagini sono ancora in corso per risalire all'identità di chi ha rifornito Squillace: come ha fatto a immettere la droga nel supercarcere di Siano? E ancora: è possibile ipotizzare complicità? Agli inquirenti le risposte. Squillace era già detenuto a Siano per altre vicende. La Procura della Repubblica di Lamezia Terme lo accusa di essere un corriere della droga. Il trentenne, infatti, era finito in manette nel novembre 2008 ad opera della Squadra mobile. Stando alla ricostruzione dei poliziotti, l'uomo è stato fermato a bordo di un'auto all'altezza dello svincolo autostradale di Lamezia Terme con sostanze stupefacenti destinate allo spaccio sul mercato locale.

 
Fonte: Gazzetta del sud