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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/03/2012  -  stampato il 04/12/2016


Avvocato Canzona rischia sospensione dall'albo per infrazioni commesse anche in carcere

Via libera del consiglio dell'ordine degli avvocati di Tivoli all'apertura del procedimento disciplinare, anche ai fini di una sospensione dall'esercizio della professione forense, nei confronti di Giacinto Canzona, il penalista al centro di alcuni casi di diffusione di notizie rivelatisi poi infondate, portati alla luce da ''Striscia la notizia''.

A Canzona, convocato dall'ordine per il 30 marzo prossimo, si contestano sette infrazioni. Circa l'episodio della finta coppia di naufraghi, che lamentava un aborto subito dalla donna dopo l'incidente della Costa Concordia, e' contestato di avere fornito nomi falsi, ovvero come si legge nel provvedimento del Consiglio trasmesso per conoscenza anche alla procura di Tivoli, ''apparentemente contrari al vero''. Inoltre viene contestato a Canzona di avere giudicato ''irrilevante'' il fatto che una figurante ''sottoscrisse una liberatoria a Mediaset dando falso nome''.

Ed ancora: viene definita ''non rispondente al vero'' l'indicazione dell'avvocato Lorenzo Amore quale codifensore dei presunti naufraghi.

A Canzona, inoltre, e' contestato di aver accettato da un detenuto nel carcere di Badu 'e Carros, Gianluca Di Giovanni, l'incarico di gestire somme di danaro ''senza accertarsi della provenienza lecita della somma, accertamento vieppiu' dovuto per la tipologia dell'assistito, al fine dichiarato di effettuare opere di beneficenza, omettendo di segnalare il carattere sospetto delle operazioni richiesta all'Unita' di informazione finanziaria (Uif)''.

Non solo, al penalista e' attribuito di aver intrattenuto ''ripetuti contatti e colloqui telefonici con Di Giovanni nonostante il divieto per i detenuti di detenere telefoni cellulari e schede e ''omettendo di denunciare il fatto all'autorita' penitenziaria''.

Infine a Canzona, iscritto all'albo degli avvocati dell'Ordine di Tivoli, si contesta di aver indicato ''fittiziamente il proprio domicilio professionale in Tivoli, via Pacifici 18, e successivamente in Sant'Oreste, via Pietro Zozi 43'' e di aver ''inserito nella targa collocata all'ingresso del studio in Roma la dizione di Magistrato Onorario, con cio' intendendo attribuire particolare pregio alla propria figura libero professionale, fidando nell'incremento di attendibilita' e competenza presuntivamente conferita dalla funzione''.

ANSA