www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/03/2012  -  stampato il 10/12/2016


Cassazione sui suicidi in carcere: sindrome ansioso-depressiva compatibile con il carcere

La depressione e' una patologia compatibile con la misura cautelare in carcere. Lo sottolinea la Cassazione, annullando con rinvio una ordinanza del Riesame di Palermo con la quale erano stati concessi gli arresti domiciliari ad un indagato per associazione mafiosa.

Secondo il Riesame "l'ipotizzato rischio suicidario" riscontrato nell'uomo era rilevante tanto da giustificare la sostituzione della custodia in carcere con i domiciliari. Contro tale ordinanza era ricorso in Cassazione il pubblico ministero e la seconda sezione penale della Suprema Corte ha accolto le tesi di quest'ultimo.

"Le condizioni di salute particolarmente gravi che precludono la custodia in carcere - si legge nella sentenza n.10963 depositata oggi - non devono identificarsi con quelle patologie che, ancorche' marcate, sono connaturali alla privazione della liberta' personale, quali la sindrome ansioso-depressiva, bensi' con quelle patologie che, a prescindere dalla posizione 'in vinculis' del paziente, si oggettivizzano da sole, assumono una propria autonomia e sono connotate, oltre che dalla gravita', dalla insuscettibilita' di essere risolte o di essere curate in costanza di detenzione, per non essere praticabili i normali interventi diagnostici e terapeutici in ambiente carcerario, intendendosi per tale anche quello costituito dai centri clinici dell'amministrazione penitenziaria".

AGI