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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/03/2012  -  stampato il 11/12/2016


Dipartimento Giustizia minorile: ecco le possibili cause delle dimissioni della Romei Pasetti

Il capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile, Manuela Romei Pasetti, non spiega i motivi che l'hanno portata a presentare al guardasigilli, Paola Severino, le proprie dimissioni dopo poco piu' di un mese dalla nomina, ma nel corso di un'audizione davanti alla Commissione Giustizia della Camera, oggi, ha sollevato una serie di rilievi allo schema di decreto che dovrebbe riorganizzare il ministero di via Arenula, che la portano a ritenere, nel caso il provvedimento fosse attuato, il proprio dipartimento ''svuotato dalle sue funzio

I centri sul territorio, ha spiegato Romei Pasetti, ''non sarebbero piu' nella disponibilita' del Dipartimento, privato di risorse e personale'', mentre alcune funzioni proprie della giustizia minorile verrebbero affidate al Dap, il Dipertimento per l'amministrazione penitenziaria, e al Dog (Dipartimento per l'organizzazione della giustizia), facendo venire meno ''la specializzazione''. Il Dag ha nel proprio organico 42 mila persone, di cui 1.380 specializzati dal Dipartimento della Giustizia minorile, altre 42 mila sono nella Polizia Penitenziaria, alla dipendenze del Dap, di cui 800-850 che si occupano di minori.

''I problemi che ho sollevato sono concreti, e rimarrebbero tali chiunque fosse a Capo del Dipartimento'', ha detto Romei Pasetti, rispondendo al termine dell'audizione a una domanda sulla possibilita' che le sue dimissioni possano essere ritirate. La Commissione ha ascoltato anche Donatella Caponetti, dirigente dei centri giustizia minorile di Lazio e Campania, che ha espresso l'uguale preoccupazione che ''se attuato, il progetto di riforma porterebbe alla paralisi della Giustizia minorile'' e in sostanza alla chiusura del Dipartimento, ''il cui capo sarebbe poco piu' che il direttore di un centro studi''.

Di diversa opinione il capo del Dap, Giovanni Tamburino, e il capo del Dag, Luigi Biritteri, che - sentiti sempre oggi dalla Commissione Giustizia - hanno detto di non ritenere a rischio la specificita' della Giustizia minorile. Secondo Tamburino, la questione e' piuttosto ''l'autonomia'', ma si tratta di una scelta ''politica'', mentre ''la razionalizzazione e la riduzione della spesa dipendono dalla legge'', che ha imposto i tagli. Per il Dap - ha spiegato Tamburino ai deputati - dalla riorganizzazione del ministero non deriverebbe ''nessun tipo di problema'', perche' ''il personale viene specializzato e continuerebbe ad essere specializzato''.

ANSA