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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/04/2012  -  stampato il 04/12/2016


Capece, Sappe: le carceri della Calabria in mano a nessuno

"L'istituto penitenziario di Rossano (CS) soffre molto della carenza di personale, di sovraffollamento, ma soprattutto c'è una conflittualità evidente tra amministrazione penitenziaria e personale, sia di polizia che del comparto ministeri. In questa situazione, la mancanza di un Provveditore generale è la classica 'ciliegina sulla torta'". Lo dichiara all'AgenParl Donato Capece, segretario generale del sindacato di Polizia Penitenziaria Sappe, parlando dei problemi dell'amministrazione penitenziaria calabrese, tornati alla luce dopo il recente suicidio di un agente.

"Dopo che si è suicidato il Provveditore generale della Calabria, Paolo Maria Quattrone - continua Capece - nessun altro è più andato in quella sede: in pratica, è una Regione in mano a nessuno. Se il personale di un carcere vuole rivolgersi ad un'autorità superiore a quella del direttore, non ha con chi parlare, perché il Provveditore della Calabria non esiste da 4-5 anni. Gli istituti calabresi soffrono in silenzio: dobbiamo far sì che l'amministrazione nomini un Provveditore, se non altro per rasserenare gli animi e rendere giustizia a coloro che si sentono prevaricati e vessati da un'amministrazione che abbandona il personale".

Il segretario del Sappe porta ad esempio proprio il suicidio dei giorni scorsi: "Mauro Cosentino, l'assistente capo che si è tolto la vita, era effettivo a Cosenza ma distaccato da otto anni a Rossano. Inspiegabilmente l'amministrazione ha revocato il distacco, imponendogli di rientrare a Cosenza; tra l'altro il ragazzo stava attraversando un momento particolare, per cui avrebbe preferito restare a Rossano, dove prestava servizio in maniera eccellente. Lui ha tentato più volte di far recedere l'amministrazione dalla revoca del provvedimento, ma non c'è stato niente da fare: alla fine è andato al carcere di Rossano per raccogliere le sue cose, e lì ha messo in atto l'insano gesto. Pochi giorni fa, inoltre, un assistente è andato sul tetto del carcere per protestare contro dei provvedimenti riguardo un alloggio demaniale che lui deteneva e che pagava regolarmente, ma dal quale l'amministrazione voleva buttarlo fuori a tutti i costi".

AGENPARL